In coma dopo l’incidente al Marco Polo

La donna, 43 anni, è stata ricoverata a Livorno. Sul pericoloso incrocio con la via Fratti mancano i semafori da due anni

VIAREGGIO. L’impatto è stato devastante: la piccola Citroen sbattuta contro il muro, lato del bar “Caffé Notre Dame” tra via Marco Polo e via Fratti. Giù i cartelli stradali, le fioriere del locale. Alla guida dell’utilitaria c’è Deborah Bergamini, 43 anni, di Bargecchia ma residente a Viareggio. La donna, nel contraccolpo, va a sbattere violentemente il capo nel vetro del parabrezza, lato passeggero. Per liberarla dell’auto intervengono anche i vigili del fuoco: le condizioni delle ferita appaiono subito gravissime. La donna viene intubata e trasportata in ospedale, dall’ambulanza inviata dalla Centrale operativa del 118. Una volta stabilizzata dai medici del Pronto soccorso, però, viene subito inviata all’ospedale di Livorno: il fortissimo trauma cranico subito ha provocato il coma e la donna è in stato di gravidanza, da 7/8 settimane.

Al lavoro per ricostruire la dinamica gli agenti della polizia municipale: l’utilitaria viaggiava in direzione monti-mare sulla via Marco Polo e all’incrocio con via Fratti ha svoltato a sinistra. Dal mare, sulla via Fratti, proveniva un grosso Suv guidato da un cinquantenne di Torre del Lago che ha colpito in pieno al macchina di Bergamini mandandola a sbattere nel muro con una forza tale da divelgere i cartelli stradali e parte delle fioriere del bar. Se vi fosse stato qualcuno sul marciapiede non avrebbe avuto scampo.

L’incrocio tra la via Fratti e la via Marco Polo è uno dei più pericolosi in città. Da mesi i quotidiani e le tv locali ricevono continue proteste. Un semaforo di via Fratti, lato pineta, è privo di segnalatore: c’è rimasto solo il palo. Sul lato opposto, quello del bar, non c’è più neppure quello.

«Qui c'era il semaforo», spiega l’avvocato Morescalchi con studio in zona indicando una buca sul marciapiede: «Un altro incidente, un anno e mezzo fa l’ha abbattuto e non s’è più rivisto. Ma il Comune ha chiesto il risarcimento per il danno subito? E se sì, perché con il denaro incassato eventualmente non è stato ripristinato il semaforo? Su quatto impianti di questo incrocio ce n’è uno solo funzionante, coperto dalla vegetazione e da un cartello stradale».

Tra le tante persone ferme sul luogo del tragico impatto, molte le voci di chi segnala l’abbandono in cui è lasciato l’incrocio.

Alla domanda su quando sarà possibile intervenire a ripristinare gli impianti, il comandante della polizia municipale Angelo Bertolucci risponde al “Tirreno”: «Io spererei di poterlo fare subito...Ma la situazione economica non è semplice...». (ha collaborato Roy Lepore)