Marmettola, sotto accusa una cava

In alto l’Antro del Corchia sotto il sindaco di Stazzema Michele Silicani

L'Arpat ne scopre in quantità eccessiva nelle grotte dopo un esposto degli speleologi

STAZZEMA.Troppa marmettola nel sistema delle grotte dell'Antro del Corchia. Troppa polvere di marmo, altamente inquinante, proveniente dalle cave che si trovano sul monte che rischia di contaminare una dei tesori naturali della Versilia. Per dimensioni - 54 chilometri di gallerie conosciute - il quarto complesso carsico d'Europa. A lanciare l'allarme è l'Arpat che è intervenuta per una serie di controlli sollecitati anche da un esposto della Federazione Speleologica Toscana. E le verifiche, condotte in particolare nel mese di agosto, hanno confermato le preoccupazioni degli appassionati di speleologia. La marmettola c'è e in qualcvhe modo dovrà essere rimossa. La notizia arriva ad alcuni mesi di distanza dai controlli effettuati dall'Arpat che, in una nota, parla testualmente di «rilevanti quantità di marmettola all'interno del sistema di grotte. Del fatto, particolarmente grave per l'importanza naturalistica, è arrivata notizia anche da un esposto inviato da parte della Federazione Speleologica Toscana». I controlli sono stati condotti dall'agenzia per la tutela ambientale insieme al personale del Parco delle Apuane. Dai sopralluoghi «sono emerse alcune criticità - continua la nota dell'Arpat - nel sistema di gestione e depurazione delle acque meteoriche e di lavorazione come pure nella gestione dei limi di decatazione delle stesse». Insomma il problema deriva dalle cave che si trovano in superficie. «In una in particolare - spiega il vicesindaco di Stazzema, Verona - sono stati evidenziati alcuni problemi sui quali, in base alle informazioni fornite alla nostra amministrazione, sono già stati presi provvediemnti. Riteniamo si possano escludere nuovi espisodi di sversamento a danno delle gallerie dell'Antro».  Il Comune non ha competenze speficiche sia rispetto ai controlli che agli interventi di bonifica. Parco e Arpat, in questo caso, sono gli attori principali, come conferma anche il sindaco, Michele Silicani. «Intendiamo comunque fare piena luce sull'accaduto - afferma - e ci siamo già attivati per questo con i nostri uffici. Da quanto appreso non sembra che il fenomeno rilevato dall'Arpat sia grave nè riguarda i percorsi aperti al pubblico all'interno dell'Antro ma zone dove è vietato l'accesso ai comuni visitatori. Non escludiamo possa trattarsi di marmettola che è lì da tempo, da prima ancora che venissero attivati, all'apertura dell Antro, i monitoraggi dell'Arpat. In ogni caso preservare questa straordinaria meraviglia è una priorità e ci impegneremo sempre in questa direzione».  I risultati delle analisi dell'Arpat sono stati comunicati al Comune ma anche a Parco, Regione e Provincia. L'agenzia ha messo in evidenza la necessità di «prioritari e urgenti interventi finalizzati ad eliminare eventuali apporti (di marmettola, ndr) verso la cavità carsica».  A questo scopo sono già state date indicazioni sulle modalità con le quali la cava all'origine della problematica dovrà gestire sia le acque reflue che quelle di lavorazione.

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