La lite tra gli hotel dei vip finisce (di nuovo) in tribunale

Dopo il ricorso al Tar del President contro i lavori di ristrutturazione del Principe adesso è la struttura 5 stelle, di proprietà dei russi, a contestare un intervento

FORTE DEI MARMI. Ha fatto ricorso al Tar per chiedere l’annullamento di una pratica di condono edilizio riguardante l’hotel vicino. E, se è vero quello che diceva Andreotti, cioè che «a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina», quella dell’hotel cinque stelle Principe, di Forte dei Marmi, di proprietà di magnati russi, nei confronti del President di Paolo Corchia, vicepresidente nazionale degli albergatori, sembra quasi una ripicca. I due alberghi di Roma Imperiale, distanti pochi metri uno dall’altro sul viale Morin, erano già finiti in tribunale una volta, nel 2017, quando il President ricorse al Tar per chiedere l’annullamento del permesso in sanatoria dei lavori eseguiti dal Principe per la sua trasformazione da struttura a tre stelle a una di lusso cinque stelle.

Era il 2008 quando la proprietà del Principe chiese di trasformare quel vecchio alberghetto in un hotel a cinque stelle. Un intervento da circa 30 milioni di euro, per la realizzazione di 28 camere extra-large e super accessoriate, vetrate, nuovo intonaco, nuova vita per quell’hotel che adesso dà lavoro a 120 persone. Secondo il President, però, non era stato tenuto conto di una normativa entrata in vigore dopo la costruzione dei due hotel.

Ossia una legge risalente ormai al 1968 sulla distanza fra "pareti finestrate" di nuove costruzioni. Il tribunale amministrativo accolse il ricorso ritenendo che la ristrutturazione, avendo portato alla demolizione di una parte dell’edificio, rientrasse a pieno titolo nel concetto di nuova costruzione. Quindi, secondo il Tar, quell’hotel poteva essere ristrutturato in tutti i modi, ma, secondo un’interpretazione estensiva della legge, la modifica delle sue dimensioni e la sua parziale demolizione comportavano l’allontanamento della costruzione dal confine con il President.

Come avesse dovuto farlo però non era per niente chiaro. La sentenza venne poi ribaltata dal consiglio di Stato che invece diede ragione all’hotel cinque stelle. Capitolo chiuso, quindi? Per niente. Adesso i ruoli si sono invertiti ed è la società proprietaria del Principe, la Azzurro Italia srl, a contestare la pratica di condono relativa a un intervento realizzato dal President per la chiusura di una veranda trasformata in camera. Una pratica di routine. A doversi difendere davanti al Tar sarà il Comune di Forte dei Marmi che nei giorni scorsi, con un’apposita delibera, ha nominato come suo difensore il dirigente del settore avvocatura dell’ente, l’avvocato Giuliano Turri che ben conosce tutta la storia. --

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