Insultano le compagne via chat: dovranno seguire un corso sull'uso dei social

La maggior parte dei casi di cyberbullismo si verifica proprio attraverso Whatsapp

Augurano a due ragazze di "bruciare nei forni crematori". Interviene il preside della scuola

VIAREGGIO.  È il 15 marzo, il Fridays for future (venerdì per il futuro, giorno di protesta internazionale in cui alunni e studenti decidono di non frequentare le lezioni per partecipare alle manifestazioni contro il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. Due studentesse di un istituto superiore della Versilia decidono di non scioperare. Entrano in classe. Le loro compagne (un gruppo di quattro o cinque ragazze) si scagliano contro di loro. Le offendono. Augurano loro il peggio. Ma non lo fanno faccia a faccia. Lo scrivono nella chat Whatsapp di classe, dove tutti leggono tutto.

Offendere e ferire, da dietro una tastiera, è facilissimo. Il gruppo invisibile rafforzo il colpo. Per tutta la mattina continuano ad arrivare messaggi in chat, sempre più offensivi: augurano loro una brutta malattia, il cancro, o, addirittura di «bruciare nei forni crematori».

È accaduto in un istituto superiore della Versilia (di cui non riportiamo né nome né luogo per tutelare i minori coinvolti). Protagoniste un gruppo di quindicenni. Tutte femmine. Tra loro, spiegano sia le mamme sia il dirigente scolastico, «non ci sono mai stati grandi problemi». Problemi di bullismo, per intendersi. Qualche screzio, sì. Ma fino ad allora classificato nel «normale bisticcio tra adolescenti».

Quel venerdì, invece, quel gruppetto di ragazzine ha fatto qualcosa in più, «una cosa che non può essere considerata una semplice ragazzata», dice una mamma. «Hanno usato parole bruttissime, che mai nessuno si oserebbe usare se avesse ricevuto un minimo di educazione». Motivo per cui la scuola ha deciso di ricorrere ai ripari. Le studentesse coinvolte (cioè quelle che hanno scritto messaggi) dovranno seguire dei corsi sull’uso consapevole dei social e sugli effetti devastanti che ha il cyberbullisimo.

«Prenderemo provvedimenti sicuramente – spiega il dirigente scolastico –. Quella classe non hai mai avuto problemi. Nemmeno le altre. Però, se è accaduto questo, vorrà dire che organizzeremo dei momenti di discussione e di dialogo per evitare che possa succedere altre volte. Nella nostra scuola, già organizziamo diversi corsi sull’uso consapevole dei social. Adesso, sicuramente, in quella classe, verranno intensificati».