Alla Villa Ambrogiana a Montelupo l’installazione di Marco Bagnoli

MONTELUPO. A partire da giovedì 19 si anima di suggestive creature paffute e colorate il parco che circonda la Villa Medicea dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino, destinata a diventare una “succursale” degli Uffizi nell’ambito del progetto “Uffizi diffusi”. Intanto il locale Museo della Ceramica, fiore all’occhiello del patrimonio storico artistico della Toscana, lancia una interessante proposta dal titolo “Settantadue nomi. Italian Garden”, che si configura come un intervento site-specific di Marco Bagnoli che ha vinto l’edizione 2020 di Italian Council, il bando internazionale promosso dal Ministero della Cultura per sostenere, promuovere e valorizzare l’arte contemporanea italiana. L’opera scaturisce da un viaggio in Iran che l’artista fece nel 2010 per poi ridisegnare il motivo ispiratore nel corso degli anni successivi. Se infatti nella prima stesura, pensata per il giardino del Padiglione Italiano di Auroville (città indiana legata al nome del filosofo e mistico Sri Aurobindo) sono le piante a circondare una fontana collocato al centro dello spazio, l’installazione prevedeva al loro posto una serie di vasi, destinati a dominare l’attenzione del visitatore. A restare invariata, al di là del suo aspetto formale, è la disposizione armonica della partitura, divisa in cinque parti, geometricamente simbolica, secondo uno schema tipico dell’artista che prevede i quattro vertici di un quadrato e il punto focale al suo centro. «Il lavoro di Bagnoli – spiegano i responsabile del museo – avrà una sua collocazione permanente nel giardino dell’Ambrogiana, in quanto rappresentazione simbolica della terra nel momento della sua creazione, sospensione in un luogo in cui le cose ancora non emanano alcuna ombra e ci sono restituite in tutta la loro purezza». In scena Bagnoli instaura un contrappunto di 72 vasi in ceramica smaltata blu, verde e rame, mentre nel mezzo, che rimane apparentemente vuoto, si installa la forma ideale di un vaso asimmetrico che nella sua rotazione dà origine ai 72 profili dei vasi, disposti secondo l’archetipo, di origine romana, noto come quinconce. L’inaugurazione sarà corredata da alcuni eventi, fino a domenica nel quadro dell’iniziativa “Buongiorno Ceramica”. Ingresso libero.