A spasso nella Val Tiberina, fra i capolavori di grandi artisti e paesi d’incanto

Una viuzza ad Anghiari, il suggestivo borgo in provincia di Arezzo

Sansepolcro con Piero della Francesca, Caprese e Michelangelo, e poi Anghiari e la celebre battaglia di Leonardo

Ci sono nati Michelangelo, il massimo genio del Rinascimento, e Piero della Francesca, tra i più grandi pittori del Quattrocento. Già questo potrebbe bastare per programmare un viaggio. Ma se non basta, si può ricordare che in epoca romana vi amavano soggiornare i patrizi, tra i quali lo scrittore e politico Plinio il Giovane, che elesse la villa là costruita come preferita tra le tante di sua proprietà. Una terra da sempre affascinante la Valtiberina, situata nella parte più orientale della nostra regione. Crocevia fra Toscana, Marche, Romagna e Umbria, come tutte le terre di confine è uno straordinario punto di incontro fra culture, forme d’arte e tradizioni e la sua disposizione fra l’Appennino e la valle del Tevere – che lì compie il suo primo tratto – offre una incredibile varietà di paesaggi, punteggiati da una fitta rete di beni storico-architettonici, capolavori dell’arte e riserve naturali.

Della Valtiberina toscana fanno parte i comuni di Sansepolcro, il più popoloso, Anghiari, Badia Tebalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve Santo Stefano e Sestino, tutti in provincia di Arezzo.

IL BORGO DI PIERO

Sansepolcro è la città di Piero della Francesca. Ogni pietra, là, lo ricorda e lo celebra: un amore ricambiato visto che nei dipinti il pittore spesso rappresentò il borgo dove era nato intorno al 1412 e dove morì nel 1492. Tra un soggiorno e l’altro nelle corti più importanti dell’epoca, del resto, amava ritornare sempre a casa. E nelle rare occasioni in cui firmava un’opera non dimenticava di aggiungere al nome di battesimo quello del luogo d’origine, come se fosse un secondo casato: “de Burgo Sancti Sepulcri” o più semplicemente “de Burgo”. Le opere conservate nel locale museo civico e molte di quelle oggi ospitate nelle più grandi gallerie del mondo sono state dipinte da lui proprio nel suo borgo. Tra le altre, nella Pinacoteca, allora Palazzo dei Conservatori dove si riunivano i potenti della città, Piero affrescò la Resurrezione, probabilmente intorno al 1460. Nel palazzo accanto, oggi Palazzo Pretorio, il San Ludovico mentre il San Giuliano proviene dall’ex chiesa di Santa Chiara e il Polittico della Misericordia venne eseguito nella ex chiesa della Misericordia.

LA MADONNA PIU' BELLA

Piero Della Francesca ha lasciato tracce importanti non solo a Sansepolcro. Uno dei suoi capolavori più noti è a Monterchi, paese dalle origini paleocristiane – e dal quale proveniva sua madre – che nel museo espressamente dedicato all’opera custodisce l’affresco della “Madonna del Parto”, ritenuta la Madonna più bella del Rinascimento. Non è il posto dove il pittore la dipinse. La realizzò tra il 1450 e il 1465 per la chiesa di Santa Maria di Nomentana, al cimitero di Monterchi, su un affresco trecentesco più piccolo che fu rinvenuto nel 1911, quando la “Madonna del Parto” venne staccata per ragioni di tutela e manutenzione. L’opera ebbe successivamente altri spostamenti finché fu sistemata in un’ex scuola elementare, adibita poi a museo, la sua attuale collocazione.

LA VALLE DI DIO E DI MICHELANGELO

Un piccolo presepe, fatto di diversi agglomerati, immerso tra castagni, querce, faggete in un territorio dove la natura fa da padrona e i colori sono così vivi da sembrare irreali. Per la sua quiete e la bellezza appartata viene chiamata la piccola valle di Dio. È qui, a Caprese, che nel 1475 nacque Michelangelo Buonarroti, il cui nome è legato ad alcune delle più maestose opere dell’arte occidentale, fra cui il David, il Mosè, la Pietà del Vaticano, la Cupola di San Pietro e il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina, tutti considerati traguardi eccezionali dell’ingegno creativo. La sua cittadina natale dal 1913 ha voluto affiancare il nome al suo, anche se Michelangelo non ci ha mai vissuto. Il padre era podestà del paese e il suo incarico ebbe termine quando il futuro genio non aveva nemmeno un mese: così dal palazzo del podestà – situato nel castello di Caprese – la famiglia si trasferì a Settignano vicino a Firenze. La casa natale di Michelangelo si trova dunque all’interno della fortificazione, le cui origini più antiche risalgono a oltre mille anni fa.

LEONARDO E LA BATTAGLIA

Da un genio all’altro in una ventina di minuti. Poco più di quindici chilometri separano infatti Caprese da Anghiari, il piccolo borgo della battaglia vinta dai fiorentini contro i milanesi nel 1444 e resa celebre dal dipinto in Palazzo Vecchio a Firenze, ritenuto di Leonardo da Vinci. Un’opera avvolta dal mistero. Considerata persa per i danni causati da difetti originari di tecnica, alla metà del ’500 – circa sessant’anni dopo la presunta mano di Leonardo – Giorgio Vasari ci lavorò sopra, ma non si sa se fossero ancora presenti frammenti leonardiani: alcuni ritengono che Vasari li abbia nascosti sotto un nuovo intonaco o una nuova parete, ma nessun saggio ha mai sciolto la questione. È del 2020, tuttavia, l’esito delle lunghe ricerche di un gruppo internazionale di studiosi secondo i quali Leonardo non avrebbe mai iniziato il dipinto, fermandosi alla fase preparatoria del muro e ai bozzetti. Un tocco di giallo che comunque accresce il fascino per Anghiari, paese dove la vita scorre lenta, a misura d’uomo: una ripida “ruga” lo attraversa rendendolo unico, tra strette viuzze, piccole piazze, chiese, musei e angoli magici dove il panorama si fa opera d’arte per gli occhi.

DA BADIA AL SASSO

Al confine con Marche ed Emilia Romagna si trova Badia Tebalda, un tempo luogo di sosta per i viaggiatori e oggi al centro di una riserva naturale. Pieve Santo Stefano è invece la “Città del diario” con il suo Archivio diaristico nazionale che conserva oltre 6.500 manoscritti. Infine Sestino, dalle origini romane, è immersa in un territorio ricco di parchi, dove c’è anche il Sasso di Simone, superba formazione rocciosa che ospitò l’antica città Sole. © RIPRODUZIONE RISERVATA