Lo show di Achille Lauro tra costumi e teatralità: «Ma niente è per caso»

«Dietro alla visuale c’è sempre un progetto funzionale» Sarà accompagnato dal celebre Harlem Gospel Choir



sanremo. Nel 2021 Achille Lauro era presente a Sanremo in veste di super ospite esibendosi ogni sera in un “quadro” diverso e tematico in una spettacolare rappresentazione “glamour”. Per il quarto anno consecutivo nel 2022 torna all’Ariston come concorrente, portando in gara il brano “Domenica”. Ad accompagnarlo il celebre Harlem Gospel Choir e per le cover presenterà “Sei Bellissima” con Loredana Bertè. «Non vivo Sanremo come una competizione – dice Achille Lauro – ma come quattro minuti che fanno parte di tutto il mio progetto artistico. Se avessi voluto la competizione – afferma – avrei portato un altro brano, meno divisivo. Sbatto sempre nella provocazione, ma non quella fine a se stessa, solo perché la mia musica è qualcosa di più. Chi mi conosce sa che ho mille sfumature: da quelle intime al R’n’R». «In effetti il suo tragitto è costellato di “sfumature”, “mutazioni” e richiami. ” Il mio percorso – dice – è lineare perché è frutto di un cambiamento di cui avevo bisogno. Ora cerco palchi internazionali, per portare in scena un qualcosa che non esiste, creare un musical da rappresentare nel mondo. L’”Urban” di chi sta sulle panchine, e da cui vengo, ora mi sta stretto. Sanremo chiude, anche se non completamente, un cerchio, un percorso iniziato con il punk di “Rolls Royce”. L’importante – prosegue Lauro – è chiedersi dove si vuole andare. Una volta chiaro prima o poi il successo e il riscontro arrivano. Occorre anche lavorare sui dettagli e sui progetti con fatica, ma alla fine paga». A proposito delle influenze presenti nelle sue performance dice che non c’è un solo artista, ma più d’uno. «Le influenze arrivano da tutti quegli artisti ascoltati e visti più o meno direttamente. Tutto torna e tutto incide nel mio percorso». In merito alle sue performance che vanno oltre la musica Achille Lauro sostiene che non sono sterili “teatralizzazioni” ma: «La parte visuale di quello che vuole raccontare la canzone, che hanno sempre chiavi di lettura diverse tra loro. Ma non basta – afferma deciso – mettersi una parrucca per fare spettacolo, ci vuole un progetto alle spalle. Da i costumi a una semplice canottiera sono tutti elementi che possono essere funzionali allo scopo». Chiuso il sipario sul Festival, l’11 febbraio, uscirà “Lauro – Achille Idol Superstar”, nuova edizione dell’album “Lauro” (2021) . «Non sarà una semplice riedizione – dice il cantante –. Ma si aggiungono ben sette nuove tracce che non erano entrate nella precedente edizione (tra cui “Domenica” il brano in gara ndr)». Ma il futuro è pieno d’idee. Achille Lauro ha trascorso cinque mesi su una sconosciuta isola deserta, dove, in compagnia di pochi fidati collaboratori, si è estraniato dal mondo immergendosi nella scrittura e nell’elaborazione sonora. «Doveva essere per qualche giorno, poi – spiega – sono diventati alcuni mesi. È stato un periodo di grande creatività, tant’è che c’è moltissimo materiale, potremmo far uscire un brano al mese per smaltirli tutti». Ma c’è anche un tour che nel periodo di sospensione si è idealmente evoluto diventando una sorta di mix, accompagnato dall’orchestra, tra uno spettacolo rock’n’roll e un musical (con l’obiettivo di farlo diventare quest’ultimo). E poi c’è la tecnologia. Usando, per primo in Europa, la creatività del mondo virtuale del “Metaverso”, combinata con il fashion e declinata nel gaming, Achille Lauro raggiungerà i fan attraverso una tipologia d’interazione futurista rivolta alle nuove generazioni.


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