Gianni Morandi e la super sfida di Sanremo: «Torno in gara, emozionato con allegria»

Gianni Morandi

All’Ariston con “Apri tutte le porte” scritta per lui da Jovanotti: «Un pezzo pieno di ritmo e positività, come piace a me»


Sul palco dell’Ariston Gianni Morandi c’è salito in ogni ruolo: concorrente, vincitore, super ospite, direttore artistico/presentatore. L’edizione 2022 lo vedrà, dopo 22 anni, di nuovo in gara. «Per me è ritornare nella mischia dopo tanto tempo – dice Morandi – Amo il Festival e quando nel ’58 vidi Domenico Modugno cantare “Volare” mi venne la voglia di fare questo mestiere. A Monghidoro – ricorda il cantante bolognese – c’era la tv nel bar e il Festival, da quello schermo annebbiato, lo vedeva tutto il paese insieme. Tornarci è una scossa, un’emozione. Su quel palco ci sono stato in ogni modo, ma il meglio è essere in gara, altro che ospite. Sanremo merita attenzione e negli ultimi anni lo sta dimostrando. Che cosa cambia nella storia di un artista come me se va male? Nulla, prendo quello che viene e vado a Sanremo con l’entusiasmo di un dilettante. Forse una volta temevo l’eliminazione e di perdere pubblico, oggi non è più così. Certo – conclude – per un giovane è diverso».

Eppure, nonostante le tante partecipazioni, Morandi ancora oggi soffre quel palco. «Ho la tremarella anche se ho visto di tutto. Sono già agitato adesso – confessa – e mi suderanno le mani cinque minuti prima di salire sul palco. Hai sempre paura di sbagliare, il terrore che ti manchi la voce. Spero – aggiunge – di avere mia moglie a spingermi sul palco. Per ora mi sto preparando cantando molte volte la canzone».

Il brano che presenta è “Apri tutte le porte”, un inno alla positività scritto da Jovanotti apposta per Morandi. Già nella scorsa estate i due hanno collaborato, con Gianni impegnato a cantare l’altrettanto positiva “Allegria”, brano per lui assai impegnativo. «Dopo quell’esperienza – dice Jovanotti nel frattempo collegato telefonicamente con Morandi – gli ho proposto di andare in gara a Sanremo con un pezzo di cui avevo una bozza a cui ho iniziato a lavorare».

«Lorenzo, a differenza del brano precedente, lo ha scritto apposta per me – spiega Morandi – adattandolo di più alle mie capacità e stile». “Apri tutte le porte” è un tuffo negli anni ’60, molto ritmico, quasi twist e con echi dello stile black music Motown. «È un pezzo divertente, ritmico – dice il Gianni nazionale – Volevo farlo così perché il ritmo mi appartiene e mi fa stare meglio. Ora preferivo una cosa divertente. In passato – prosegue – ho fatto tante canzoni tradizionali, forse troppe, anche se ci sono brani più ritmici: “Scende la pioggia” o “Bella signora”, sino a “Banane e lampone”. Il ritmo, quindi, fa parte di me e del mio passato. Così anche per questa voglia di sperimentazione e di uscire dallo stile di Sanremo ho pensato che Jovanotti fosse la persona giusta». L’artista toscano da parte sua confessa di amare molto il ruolo di autore su commissione. «Mi restringe il campo perché altrimenti io vado in mille direzioni».

«“Apri tutte le porte” – dice ancora Morandi – è una canzone di speranza, quella di far rientrare il sole nelle nostre vite. È condizionata dal momento. Quando Lorenzo l’ha scritta pensava di uscire da questa situazione». A contribuire alla realizzazione del brano è stato chiamato Mousse T, musicista, arrangiatore e dj tedesco che sarà il direttore d’orchestra durante le esibizioni di Morandi. «È stato lui a dare quel taglio “black”, Motown, che segna la canzone».

A distanza di un anno (era l’11 marzo 2021) dal terribile incidente domestico in cui si è ustionato gravemente e che lo ha obbligato a 27 giorni di ospedale, Gianni Morandi porta ancora addosso i segni. La sua mano destra infatti è costretta in un tutore rigido per le gravi conseguenze delle ustioni. «Mi sento veramente un miracolato avrei potuto morire o avere delle conseguenze peggiori. Dopo quanto mi è successo – afferma – sento e vivo la vita in maniera differente». Alla fine riesce, in un perfetto stile positivista condiviso con Jovanotti, a vedere la luce anche in quanto gli è successo. «Se non fossi stato in ospedale, Lorenzo non mi avrebbe telefonato – dice – non avremmo iniziato a collaborare. Già con “Allegria” la mia salute e l’umore erano migliorati. E poi non sarei andato a Sanremo dove invece torno con grande piacere».

E poi, come dice lui: «La musica mantiene tutti giovani, da Iva Zanicchi a Blanco».

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