Scartata ai talent, ma subito con i “big”: Ditonellapiaga canterà con la Rettore

Margerita Carducci in arte Ditonellapiaga con Donadella Rettore

Quasi una fiaba moderna: «Quando ho scritto “chimica” a Donatella è piaciuta molto, è fantastico»

SANREMO. «La mia musica è imprevedibile», ed effettivamente “Camouflage”, il disco di debutto di Ditonellapiaga, è una sorpresa. Ma d’altra parte lei, Margherita Carducci, tra un paio di settimane, quando si aprirà il sipario del Teatro Ariston per l’edizione 2022 del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, rappresenterà la più inaspettata delle sorprese, essendo stata convocata tra i big a cantare una sua canzone insieme a Donatella Rettore.

Senza questa collaborazione d’eccellenza, probabilmente sarebbe dovuta passare dalla sezione Giovani della kermesse, ma il suo inserimento direttamente tra i cantanti più conosciuti rappresenta non solo la volontà di Amadeus di mettere in luce il suo pezzo, “Chimica”, ma anche che il Festival di Sanremo può tornare ad essere una valida alternativa alle due strade finora possibili per chi vuole imporsi nella discografia italiana: i talent o il circuito dei live nei club.


«Per quanto riguarda i talent – racconta – quando avevo 16 anni ho provato X-Factor e ringrazio il cielo che non mi abbiano presa; forse adesso è già diverso, anche perché adesso cercano artisti fatti, ma il rischio è che se non hai un’identità molto forte, non sai perfettamente cosa vuoi fare, chi sei, ti appiccicano solo un’etichetta addosso».

Allora Sanremo, attraverso un percorso che ha i contorni della fiaba moderna: «Quando ho scritto “Chimica” – racconta – mi sono ispirata un po’ a Donatella, a quel mondo sonoro; quando l’ho fatta ascoltare alla discografica mi ha risposto “Io ci sento molto la Rettore in questo pezzo. Ti andrebbe di provare a contattarla per cantarla insieme?”, io ovviamente mi sono gasata. Da lì – prosegue – ci siamo incontrate, Donatella è molto simpatica, completamente pazza, ma pazza buona, mi vuole bene, ha sentito qualcosa di lei nella canzone e siamo molto in sintonia; a lei il pezzo è piaciuto molto, il che mi ha fatto molto piacere».

Ed è così che ha inizio l’avventura, fuori “Camouflage”, che raccoglie già il plauso di pubblico e critica, un tripudio di generi e personaggi che rende l’ascolto divertente e coinvolgente: «I miei pezzi sono come film, racconti – spiega –. È giusto che gli artisti raccontino anche quello che vedono attorno a loro, io mi faccio ispirare molto dai suoni, che mi evocano delle immagini o dei posti, delle persone, che magari ho vissuto o magari mi ci proietto semplicemente dentro e poi inizio a scrivere».

Non stupisce che Margherita, ancor prima di mettere in piedi il progetto Ditonellapiaga, sia passata dal teatro, la sua infatti è una collezione di personaggi che hanno qualcosa di lei ma poi permettono un’immedesimazione pressocché perfetta, certamente autentica, «è nostro compito non solo cantare bene – spiega– ma anche veicolare il peso delle parole che ci portiamo dietro, motivo per il quale ci sono cantanti molto bravi che magari non diventano famosi o professionisti apprezzati, ci vuole qualcosa in più oltre alla voce. Poi – dice – magari ci sono cantanti che sono delle mezze campane, che tecnicamente non sono di un livello irraggiungibile, ma poi hanno qualcosa in più che trasmette un brivido o semplicemente di sanno raccontare un pezzo, sanno fare arrivare la storia, sanno farla vedere».