La voce e la follia i fili conduttori della nuova edizione di Metastasio Jazz

La rassegna di Stefano Zenni si articola in due sezioni Un omaggio a Charles Mingus nel centenario della nascita

Gabriele Rizza

PRATO. La nuova puntata di Metastasio Jazz, messa a punto da Stefano Zenni, festeggia a partire dal 7 febbraio la 27esima edizione. Articolata in due sezioni, la rassegna si snoda sino al 28 marzo sul palcoscenico del Metastasio lungo un itinerario che ha come fili conduttori la voce e la follia. «I temi ispiratori – spiega Zenni – sono da un lato la follia intesa come forma musicale, ma anche la follia psichica che incrocia la creatività, la follia trasformata in metodo razionale, o lasciata in bilico tra ragione e abbandono, e dall'altro la voce affermata e capace di spaziare in vari ambiti stilistici, la voce anti accademica e la voce della fertile scena toscana». Si parte con concerto che vede il contrabbassista Furio Di Castri, affiancato da Fabio Giachino (tastiere), Mattia Barbieri (batteria), Giovanni Falzone (tromba) e Achille Succi (sax), rendere omaggio a Charles Mingus nel centenario della nascita: «Un set – spiega ancora Zenni – che esalta l'energia fisica, la forza libertaria della sua musica, l’originale concezione compositiva intrisa di improvvisazione, l’esaltazione del valore dei singoli esecutori, la sintesi di stili in un unicum omogeneo e l’esplicita carica autobiografica di ogni nota».


Il 14 arriva in esclusiva italiana “Shadow Plays”, tributo a Craig Taborn, pianista ai vertici della musica contemporanea, seguito da “Cyclic Signs”, il quartetto di Enrico Morello (batteria), Francesco Lento (tromba), Daniele Tittarelli (sax) e Matteo Bortone (contrabbasso) ispirato ai ritmi africani, mentre il 21 sono attesi il pianista Manuel Magrini che accompagna l’eclettismo vocale di Cristina Zavalloni, tra canzoni d’autore e composizioni originali, e quartetto guidato dal clarinettista Mirco Mariottini, con Alessandro Lanzoni al piano, Guido Zorn al contrabbasso e Paolo Corsi alla batteria. Il 28 va in scena la “vocalità toscana”, con l'esibizione dei “Flor de Sons” di Lorenzo Sansoni, Adrian e Vittorio Fioramonti, e del sestetto capeggiato da Sara Battaglini, mentre il 21 marzo uno dei protagonisti della nostra scena sperimentale come John De Leo darà vita a “La follia dei generi”, insieme a Enrico Terragnoli chitarra, Stefano Senni contrabbasso e Fabio Nobile batteria, spaziando da divertenti accoppiamenti tra rock’n’roll e jazz, Elvis Presley e John Coltrane, gli Stray Cats e i classici standard. Chiude il 28 marzo il sassofonista e compositore Pietro Tonolo che insieme alla Camerata strumentale Città di Prato indagherà la relazione tra l'improvvisazione di derivazione jazzistica e il linguaggio legato alla tradizione classica occidentale, in particolare barocca, con il basso continuo svolto al clavicembalo da Paolo Birro. Completano Met Jazz 2022 due appuntamenti nel nome di Mingus: presso la Biblioteca Lazzerini il 6 febbraio la presentazione del libro a fumetti “Mingus” di Squaz e Flavio Massarutto, una sorta di viaggio nelle tante dimensioni psichiche, biografiche e artistiche del contrabbassista, e il 13 marzo presso la Scuola di musica Verdi, la conferenza di Stefano Zenni che illustrerà il contesto e gli esiti musicali di “Fables of Faubus”, il celebre brano del Mingus “politico”, ispirato a un episodio di razzismo del 1957, che si trasformò anche in un campo di sperimentazione formale e improvvisativa senza precedenti. Info 0574 608501.