A Bologna la musica è donna Lyniv alla guida del Comunale

BOLOGNA. «Sono molto onorata di cominciare il mio nuovo incarico di direttrice musicale del Teatro Comunale di Bologna, un luogo dalla storia antica e gloriosa che ha avuto direttori come Celibidache, Chailly, Mariotti: sento quindi la responsabilità di continuare questa tradizione con l’obiettivo di migliorare ancora di più l’orchestra e che dalla nostra collaborazione possa nascere un “nostro suono”, in maniera da ottenere delle ottime performance, e che i nostri concerti siano sempre eventi culturali importanti». Sono le prime parole pronunciate da Oksana Lyniv, la musicista arrivata sotto le Due Torri come direttrice musicale dell’orchestra della Fondazione bolognese (la prima in Italia) cui è stata chiamata per i prossimi tre anni. Domani e sabato il primo concerto all’Auditorium Manzoni dedicato a musiche di Strauss (Morte e trasfigurazione) e di Wagner (il primo atto dall’opera La Valchiria) che ha cominciato a provare ieri.

Quel percorso, tipico della città, di conquista della musica da parte delle donne (tutte le maggiori istituzioni bolognesi che producono o si occupano di musica hanno delle donne in cabina di comando) con l’arrivo della quarantaquattrenne direttrice ucraina giunge a compimento, confermando ancora una volta il ruolo progressista di Bologna. «Penso che Bologna e il suo teatro siano stati sempre all’avanguardia – ha aggiunto Oksana Lyniv – abbiamo l’opportunità per essere da esempio nell’iniziare con questa collaborazione una nuova storia. Per le produzioni future vorrei invitare giovani assistenti da tutto il mondo dando la precedenza a direttrici donne per dare il buon esempio». E lo dice proprio negli stessi momenti in cui la più importante direttrice italiana, Speranza Scappucci, sta provando alla Scala, conquistando anche lei il record di prima bacchetta al femminile a salire su quel podio.


Oksana Lyniv ha parlato anche del suo particolare interesse per l’Italia: «Un Paese molto importante per la storia della musica. Il teatro Comunale e la sua orchestra sono i più wagneriani d’Italia, e questo mix, a metà tra la tradizione tedesca e la tradizione italiana, trovo che sia molto interessante. Non mi aspettavo un’offerta di questo tipo. Ma sono già innamorata della città e dell’Orchestra: una sensazione che ti senti dentro, devi fidarti dell’orchestra che hai davanti a te. Nelle prime prove di ieri dedicate a Richard Strauss, ho trovato una compagine molto flessibile e per me questa è stata la cosa più importante. Orchestra e direttore devono essere come un solo strumento, un solo corpo. E non tutte le orchestre sono così».