I 40 anni di Kate, eleganza e carattere: l’esame superato della futura regina

Kate Middleton il giorno del suo matrimonio a Westminster il 29 aprile 2011

Consapevole e sicura, così apparve quell’aprile 2011. L’agenda infittita: da 55 a 119 impegni pubblici all’anno


La si intravede sorridere agli obbiettivi. È vestita da sposa. È il 29 aprile 2011 e Catherine Elizabeth Middleton sta per guadagnare la navata dell’abbazia di Westminster che la condurrà all’altare, a cambiare il suo nome e anche la sua vita.

Quell’espressione così consapevole e sicura di se stessa doveva dirla lunga a quanti in quel momento, in diretta e in mondovisione, si domandavano: ce la farà la signorina Middleton a sostenere il ruolo di futura regina del Regno Unito?

Quel giorno Kate aveva esattamente 29 anni, 3 mesi e 20 giorni e per lei fu solo la prova generale di ciò che sarebbe stata in grado di dimostrare in futuro: in dieci anni un percorso netto, da prima della classe, nel corso del quale ha superato ogni prova possibile con il massimo dei voti.

È stato il principe William a chiedere e ottenere dalla nonna che dopo il matrimonio venisse concesso loro un periodo lontano dal Palazzo “perché Catherine”, come lui chiama la moglie, “abbia il tempo necessario di imparare il ruolo e il mestiere”.

Una cautela non condivisa da certa stampa, la stessa che dagli anni d’oro di Diana attendeva una nuova ventata di gioventù e di glamour soffiare su casa Windsor. Ma, nonostante le sollecitazioni, l’abilità di Kate è stata proprio quella di non ripercorrere le orme della suocera. Alla popolarità ha preferito il dovere, fino a essere considerata ultimamente il vero gioiello della corona.

La sua è un’agenda che si è gradualmente infittita passando da 55 impegni pubblici durante il primo anno da Altezza Reale, agli attuali 119.

Anche la scelta delle cause benefiche su cui focalizzare l’attenzione ha richiesto del tempo, perché “devo essere credibile quando parlo” ha detto la duchessa di Cambridge ai suoi collaboratori più stretti.

Oltre alle tematiche ambientali e a quelle che riguardano la salute mentale, già sposate da altri Windsor, Kate, passando attraverso la sua stessa esperienza di mamma di tre bambini, ha fatto propria la battaglia per i diritti dei più piccoli, perché è l’infanzia a determinare il nostro futuro. “I primi cinque anni di vita plasmano gli adulti e i genitori che diventeremo” ha commentato presentando a giugno del 2021 il suo progetto più importante, il Royal Foundation Center for Early Childhood.

Ma soprattutto Kate ha saputo conquistare il Palazzo e dominarne gli “spifferi”, dimostrandosi più forte delle sue insidie e più abile delle sue trame.

Tra le due nuore del principe Carlo Meghan era, apparentemente, quella dotata di più carattere e più personalità rispetto a Kate, ma il tempo, galantuomo, ha dimostrato esattamente il contrario. È stata la duchessa di Cambridge ad aver dato prova di forza e determinazione. Nel suo spirito s’intravedono le caratteristiche di due figure chiave dei Windsor: l’abilità diplomatica del principe Filippo e l’indole d’acciaio della regina madre, Elizabeth Bowes-Lyon. Neanche il comportamento del cognato, il principe Harry, con le continue lagne e le accuse alla casa reale, culminate con straordinario tempismo durante le settimane precedenti la morte del duca di Edimburgo, l’ha fatta recedere da un tentativo di mediazione sotto gli occhi di tutti.

La conversazione a tre con Harry e William, salvo poi fare un passo indietro e lasciarli soli, intavolata subito dopo il funerale, sulla strada del ritorno verso il castello di Windsor, ha risposto ancora una volta al significato che Kate attribuisce al suo ruolo e al suo lavoro, quello di moglie di un futuro re.

E William quando scelse la signorina Middleton come futura regina del suo popolo, lo sapeva già.



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