La chiesa dell’ultimo re longobardo, lo scrigno romanico di San Cassiano

La chiesa di San Cassiano

All’interno quattro opere preziose. C’è anche un gruppo scultoreo di Jacopo della Quercia

Si trova lì da oltre mille anni, a quasi 600 metri di altitudine sotto il Prato Fiorito, la montagna delle streghe e delle giunchiglie. È la chiesa romanica di San Cassiano di Controne, la più antica della Val di Lima, vasto e selvaggio territorio nel comune di Bagni di Lucca, in provincia di Lucca, solcato appunto dal Lima, principale affluente del fiume Serchio. Terra piena di storia, natura, fascino e leggende, dove l’ultramillenaria chiesa dedicata al Santo Crocifisso è sicuramente una delle mete da non perdere. La sua importanza è testimoniata, tra l’altro, dal recente inserimento nei luoghi del cuore del Fai (Fondo ambiente italiano) che riceveranno un finanziamento, unico bene in Toscana.

La prima traccia documentata della chiesa risale al 772, al tempo dell’ultimo re longobardo Desiderio; a questa originaria edificazione fu aggiunta nel 1030 la torre campanaria e nel secolo successivo una ricostruzione. In seguito l’edificio ha subito poche alterazioni, rimanendo quasi intatto nella sua configurazione romanica. La facciata, di grande impatto scenografico, è tra le più belle della Lucchesia, ricca di arcate, con decorazione scultoree sul portale e sui lati, di ispirazione longobarda. L’interno conserva ancora in buona parte integro il pavimento originario, con un raffinato gioco di tarsie marmoree, e ha un organo Agati-Tronci - storica ditta di organari toscani - del 1897. Nel 2012, in una sala attigua, è stato aperto un piccolo museo che, pur con le ridotte dimensioni e una collocazione fuori dai circuiti turistici - a circa un’ora da Lucca per strade in parte tortuose - negli anni ha raggiunto un notevole numero di visitatori. Merito delle quattro opere che custodisce, tutte di eccezionale valore. La più preziosa è il San Martino a cavallo, gruppo scultoreo attribuito a Jacopo della Quercia, tra i massimi artisti del Rinascimento e autore del celebre monumento funebre di Ilaria Del Carretto, conservato nella cattedrale di Lucca. Ed è da lì che forse proviene la scultura, trovata casualmente nel 1909 nella legnaia della chiesa di San Cassiano. Le altre opere invece facevano parte dall’edificio sacro: due statue di legno rappresentanti un angelo e una Madonna della prima metà del Trecento, oltre a una ceramica islamica del X-XI secolo. Da non perdere, poi, la visita agli altri borghi e ai molti luoghi immersi nella natura di questo territorio. Come il monte Prato Fiorito, vero e proprio scrigno di leggende. Si narra che la sua vetta brulla e tondeggiante sia legata alla presenza di streghe e diavoli che vi si radunano in precise sere dell’anno partendo da Borgo a Mozzano dopo aver attraversato il Ponte del Diavolo. Ma in primavera il Prato Fiorito è anche la montagna delle giunchiglie, il cui intenso e delizioso profumo - si dice - fece quasi svenire Shelley, il poeta inglese che visse per un periodo a Bagni di Lucca.

Il San Martino a cavallo, gruppo scultoreo attribuito a Jacopo della Quercia