Il giorno che il rock rimase senza voce e Freddie Mercury divenne leggenda

Le sue travolgenti performance live e le geniali trovate sono ancora oggi d’ispirazione a tanti giovani musicisti  

Trenta anni fa, il 24 novembre 1991, ci lasciava Farrokh Bulsara, meglio conosciuto come Freddie Mercury, voce e frontman dei Queen. Nato a Zanzibar il 5 settembre 1946, il cantante è diventato un’icona che ha travalicato l’ambiente musicale entrando nel costume e nella memoria collettiva. Grande voce, grande performer, ha saputo con la sua storia precorrere i tempi e restare nella memoria ben oltre la sua attività. E ancora oggi il suo stile è d’ispirazione per le giovani generazioni.

La sua attività professionale inizia nel 1969 (le cronache fanno risalire al 23 agosto il suo debutto sul palco) l’anno prima della nascita dei Queen, fondati insieme al chitarrista Brian May (poi laureato in astrofisica) ed al batterista Roger Taylor, ai quali si aggiunge John Deacon al basso. Farrokh è arrivato in Inghilterra nel 1964 (lì inizia a studiare arte). Il padre era un dipendente del Commonwealth, quindi obbligato a trasferirsi per lavoro; per cui Farrokh ha vissuto in India, di cui è originaria la famiglia di origine Parsi, e a Zanzibar, dove è nato. Dopo le prime esperienze musicali Farrokh cambia il nome in Freddie Mercury con cui firma le prime canzoni dei Queen. Sulla scelta di questo nome (che diverrà ufficiale tanto da averlo scritto sul passaporto) ci sono diverse spiegazioni, che ruotano intorno alla figura di “Mercurio” (Mercury appunto) il messaggero degli dei, ma anche protettore della parola. Messaggi e parole: due elementi fondamentali per un autore di canzoni.


La costruzione del personaggio e la fama della band ci mettono cinque anni ad arrivare a maturazione. È con il quarto disco, “A Night at the Opera” (1975) che i Queen raggiungono il successo mondiale. In particolar modo sarà un brano a imporli: “Bohemian Rhapsody”, una mirabile fusione tra tradizione classica e canto lirico da una parte e il rock dall’altra. Da lì l’ascesa della band è inarrestabile. A guidare il tutto c’è il carisma di Mercury, la sua capacità di tenere il palco e il pubblico, amalgamandosi alla forza del chitarrista Brian May supportato dalla sezione ritmica. Musicalmente la band si è mossa tra il glam rock (soprattutto), l’hard rock (degli esordi), il pop e con il tempo si è convertita ai sintetizzatori anni ’80.

L’altra chiave di lettura (non meno importante) era l’immagine, la cui ideazione e cura erano saldamente nelle mani di Freddie. Le sue tutine, in generale la sua mise, il modo di tenere l’asta del microfono, le movenze, le sue espressioni e in generale la teatralità, erano in perfetta simbiosi con la musica e si esprimevano al meglio in un contesto live. Ma la cura dell’immagine era estrema anche nei video, basti pensare a “Radio Gaga” o al suo abbigliamento femminile nel video di “I want to break free”del 1984, esempi della genialità e stile che lo contraddistinguevano.

Mercury comunque era soprattutto un cantante. La sua voce è tra le migliori del rock di tutti i tempi, celebrata con i riconoscimenti assegnati dalle riviste di settore e, un po’ tardivamente, dopo la sua scomparsa, nel 2001 viene inserito nella Rock and Roll Hall of Fame e nel 2004 nella UK Music Hall of Fame. Sul palco resta memorabile la performance dei Queen al collettivo concerto benefico Live Aid del 1985. Si esibirono di fronte ai 75mila dello stadio Wembley di Londra, ma l’audience, grazie alla distribuzione televisiva dell’evento, salì a due miliardi di persone. Da parte della critica è considerata la miglior performance della storia del rock.

Tra l’85 e l’88 escono due album solisti di Mercury, il secondo, “Barcellona”, lo vede collaborare con la cantante lirica Montserrat Caballé. Finita quella parentesi Freddie ritorna nella band e purtroppo iniziano i problemi della malattia. Nel 1987 viene dichiarato positivo al virus Hiv e nell’88 si conclama l’Aids. Pur malato e all’insaputa dei suoi compagni di band, continua a lavorare (usciranno altri due dischi dei Queen). Dopo aver dichiarato al resto del gruppo la sua malattia nel 1989, il 23 novembre 1991 un comunicato stampa annuncia al mondo che Freddie ha l’Aids. Il giorno dopo alle 18,48 Freddie si spegne a Londra a 45 anni. Da lì inizia il mito. © RIPRODUZIONE RISERVATA