Con “Ero romantica” Arisa ci rivela la sua personalità sexy

«Oggi accetto la mia femminilità in modo diverso e se mi propongono di fare film soft erotici, ci penso»

Luca Trambusti

Con il suo nuovo disco “Ero romantica” (disponibile da venerdì) Arisa si presenta con un nuovo volto e una nuova musica, un intreccio imprescindibile, due anime della stessa persona. C’è nello stesso momento un’Arisa carnale e una romantica. Il concetto lo spiega chiaramente la cantante parlando del titolo dell’album. «“Ero” non è la voce verbale di essere ma è la contrazione di erotica; sono erotica e romantica. Il vero titolo che volevo era “Porno e romantica” – dice ridendo – ma sarebbe stato eccessivo. Sì, poi c’è anche il riferimento alla voce verbale perché un tempo ero anche più romantica. Si trattava di una fase infantile, poi arriva la consapevolezza dei tempi e scopri la disillusione e altre cose».


Arisa si è dunque trasformata o meglio ha messo in luce altre sue sfaccettature che fanno parte del suo essere. «Voglio descrivere un essere umano in tutte le sue differenze – spiega la cantante – sono una persona godereccia ma anche romantica, o saggia o altro, dipende dai momenti. In questo disco c’è l’altra parte di me». Questa nuova veste umana si concretizza in un album dal netto dualismo stilistico: una parte, quella sexy, fatta di canzoni con ritmi dance anni ’90, piene di elettronica, con inserti rap che fa venire in mente quasi il fetish. L’altro ideale lato ci propone l’Arisa romantica, delicata, più rassicurante, quella delle ballate d’amore. «Queste canzoni – continua la 39enne cantante genovese, originaria della Basilicata – rappresentano quello che vivo, vanno oltre il “personaggio” con cui spesso vengo identificata. Sono molto accomodante nei rapporti – confessa Arisa – mi piace fare contente le persone e così ero quello che volevano gli altri. Ora basta! È il momento di essere se stessi e non come la gente mi vede sin dai tempi di “Sincerità”».

Quindi anche questa riscoperta del corpo e dell’erotismo fa parte di un percorso di crescita. «Sino da bimba – confessa – apparivo più grande di quello che ero, precocemente sviluppata e con un prorompente seno. Soffrivo di questa cosa e spesso c’era qualcuno che voleva toccarmelo. Mi sono sempre vergognata di essere procace, quindi tenevo un basso profilo. Anche al primo Sanremo ho nascosto le mie forme per paura. Poi a 39 anni ho capito di non avere più tanto tempo per essere possibilmente attraente, anche se chiunque può esserlo. Ora non voglio più vergognarmi e tratto il mio corpo come una cosa bella. Vorrei continuare a cantare e accettare la mia femminilità in maniera diversa». E poi sorprende con un’affermazione: «Se mi propongono dei film soft core ci penso». Per poi precisare: «Film erotici, non porno».

Negli anni, su di lei, si sono accanite molte voci sulle sue attitudini caratteriali, sul suo comportamento e allora Arisa approfitta, parlando del nuovo disco, per togliersi dei sassolini dalle scarpe. «Mi hanno detto che sono pazza, imprevedibile, ingestibile e che è difficile lavorare con me – si sfoga Arisa – Al mondo c’è gente frustrata, per cui cattiva, persone che non pensano a ciò che dicono e i danni che fanno agli altri. Ho sempre fatto quello che dovevo, mantenuto i miei impegni perché sono una persona seria con un grande senso del dovere. Ho anche restituito dei soldi quando sono uscita da certe situazioni e la gente parlava dicendo il contrario. Il fatto che sia ancora qua è la testimonianza chiara di ciò che sono, a differenza di quanto dicono i social. A queste persone ricordo che passo la mia esistenza a vivere e loro a giudicare: quindi di chi è il problema?».© RIPRODUZIONE RISERVATA