«Ho diritto a vivere e morire come voglio». Lollobrigida in lacrime a Domenica In

L'attrice 94enne respinge le accuse del figlio e difende il giovane assistente accusato di averla derubata

«Sono più che stanca, mi sento umiliata, perché veramente dovrebbero lasciarmi morire in pace. Non merito questo, non merito di essere umiliata ogni volta. Raccontare che cosa? Non ho fatto niente di male, eppure sono accaniti contro di me. ..» Gina Lollobrigida, una delle icone del cinema italiano del dopoguerra, che la ribattezzò da un suo celebre film con Vittorio De Sica "La Bersagliera" e la donna più bella del mondo, parla lentamente, la voce affranta, sulla poltrona di Domenica In.

La Bersagliera piange
Nel suo abito azzurro a fiori bianchi ricorda la Fata Turchina del Pinocchio televisivo di Comencini, il viso ancora bellissimo nonostante i 94 anni. Ma è una Lollo diversa, stanca, piange. E si sfoga. Contro il figlio e il nipote che hanno da tempo ingaggiato una battaglia legale per la custodia dei suoi beni. I problemi con la famiglia sono iniziati quando nella vita della diva è entrato Andrea Piazzolla, il 34enne manager romano che è diventato il suo assistente. Piazzolla è accusato di circonvenzione di incapace. La Lollo lo difende: «Per me Andrea è come un figlio - dice commossa - non ha mai sbagliato, è una brava persona che mi ha aiutato e per questo ora sta avendo guai terribili. Avrò diritto a vivere come voglio, a fargli dei regali a lui e alla sua famiglia...».

L'affetto di Mara
Mara Venier, la padrona di casa della trasmissione di Rai 1, la rincuora. Prova a farle coraggio: «Forza, sei una bersagliera, amore». Ma la Lollobrigida non reagisce: appare in tutta la sua fragilità di anziana. E ammette: «Sono stanca, non ho più la forza di reagire, ho diritto di vivere e morire come voglio». Dietro al mito del cinema internazionale, c'è una donna ormai ultranovantenne, che ripete più volte la parola umiliata. «Mi sento umiliata», dice. Umiliata dalle vicende giudiziarie. Andrea Piazzolla, giovane factotum della diva, è stato rinviato a giudizio in due processi. Nel primo è accusato di circonvenzione di incapace, nel secondo, per l'accusa, avrebbe tentato di vendere all'asta opere d'arte, cimeli e arredi dell'attrice.

La battaglia col figlio
Una battaglia legale a colpi di carte bollate ingaggiata dal figlio della diva, Milko Skofic, e dal nipote Dimitri, che hanno chiesto al tribunale di Roma di mettere i beni dell'attrice al sicuro. Skofic aveva chiesto la tutela anche per la gestione ordinaria della vita di sua madre, con un'amministrazione di sostegno, ma per i giudici della Cassazione, che si sono espressi a ottobre, la Lollobrigida è in grado di prendere da sola le decisioni per la sua vita quotidiana. Non però quelle che riguardano la gestione di soldi, società e beni immobili.

Le accuse a Piazzolla
Le contestazioni a Piazzolla parlano di ammanchi milionari e tanti oggetti preziosi - 350 beni di proprietà dell'attrice - messi in vendita presso case d'aste tramite un intermediario, anche lui rinviato a giudizio. Il nuovo avvocato dell'attrice, Antonio Ingroia, collegato in esterna con Domenica, è intervenuto spiegando che il caso si trascina da tempo e che la sua assistita è molto provata: «Da bersagliera in questi anni è stata bersagliata», ha commentato Ingroia, che ha parlato di «attacchi indegni» nei suoi confronti. Ingroia, che è stato per anni magistrato antimafia, ha spiegato di essere vicino all'attrice non solo come avvocato ma anche umanamente: «Ha sentito questa necessità di combattere e cercare qualcuno che facesse una battaglia al suo fianco. Per anni ho combattuto la mafia e questo stesso spirito per una battaglia di libertà voglio fare e sto facendo al fianco di Gina Lollobrigida».Sabato, a Italia Sì, su Rai1, il conduttore Marco Liorni aveva ospitato i legali degli Skofic, gli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni Silveri che avevano letto una lettera in cui si precisava che «è falso che i nostri assistiti abbiano mai intrapreso azioni giudiziarie contro Gina Lollobrigida. Al contrario, mossi da immutato affetto e viva preoccupazione per il vergognoso annichilimento del suo patrimonio a beneficio del sig. Piazzolla e della sua cerchia, essi si sono rivolti all'autorità competente. Le condizioni di salute di Gina Lollobrigida sono state accertate sia in sede penale che in sede civile, da primari esperti di psichiatria forense attraverso perizie non di parte, ma richieste e supervisionate da giudici imparziali. Il risultato è concorde ed inequivoco».