Primavera a tutto rock con l’energia del Boss: Bruce Springsteen a maggio a Ferrara e Roma

L’omaggio di Bruce Springsteen ai morti nell’attentato delle Torri Gemelle (foto Lapresse)

Due date in Italia il 20 e 22, ritorno dopo le esibizioni del 2016. Pronto a regalarci un’antologia dei suoi più grandi

Ancora manca l’ufficialità ma i “rumors” sono talmente forti da accendere le speranze tra i fan: Bruce Springsteen torna in Italia per due concerti il 20 e il 22 maggio 2022. Uno dei due appuntamenti sarà anche una “prima volta”. Mai, nei 54 concerti tenuti da Springsteen in Italia, aveva suonato a Ferrara dove si esibirà al Parco Bassani il 20 maggio, per poi essere il 22 al Circo Massimo a Roma. Diventano così quindici le “location” delle esibizioni italiane per il rocker americano. L’ultimo tour che era passato per il nostro paese risale ormai al luglio del 2016 con tre date allo stadio San Siro di Milano e una al Circo Massimo a Roma. Ogni volta che Springsteen arriva in Italia è un trionfo, sold out e fan in delirio. Tutto sin da quel lontano 21 giugno 1985, la sua prima volta in Italia nella bolgia dello Stadio San Siro (ancora privo del terzo anello) dove negli anni ha tenuto ben otto concerti, incluso quello emozionante del 28 giugno 2003 battezzato da un diluvio. Tra il rocker americano e il nostro paese c’è un reciproco legame affettivo: Bruce, lo ha sempre dichiarato, ama l’Italia e il suo pubblico e il pubblico italiano ama particolarmente l’artista.

Diventa così impensabile (grazie anche all’amicizia che lo lega a Claudio Trotta, il promoter italiano) che un tour non faccia almeno una tappa in Italia. Di lui abbiamo visto ogni sfumatura, ogni diverso approccio al live. Dall’energia rock sprigionata con la E Street Band (forse il suo abito migliore), con altri gruppi ad accompagnarlo ma anche in estrema solitudine oppure in versione folk, o sul palco di Sanremo (1996); i suoi tanti volti si sono concretizzati in spettacoli più o meno muscolari ma sempre di grande intensità. Le ultime apparizioni nel nostro paese le ha fatte in compagnia della E Street Band (purtroppo priva di due elementi, scomparsi negli anni) e quindi rientrano in quell’ambito rock che Springsteen sa tenere alto, anche se nel corso degli anni, per evidenti motivi, la fisicità dello show è cambiata. Stupisce però vederlo ancora correre sul palco, sudare e divertirsi per maratone (musicali e fisiche) che raggiungono le tre ore. Il concerto di Springsteen è la sostanza pura del rock, dove la musica è l’essenza stessa, non c’è altra “distrazione”: le luci sono calibrate, il palco è spoglio, tutto è sostanza, ovvero canzoni. Al limite c’è qualche piccolo siparietto con la band o con il pubblico come all’ultimo concerto a Milano quando una ragazza è salita sul palco ed ha suonato la chitarra in un brano con la band. I suoi concerti hanno un affetto bidirezionale tra pubblico e artista con la capacità di quest’ultimo di coinvolgere l’audience anche grazie alla sua semplicità comunicativa. Dall’altra parte del palco c’è un affetto strabordante, incondizionato verso una vera rockstar che non fatica a concedersi abbattendo quella barriera di cristallo che per altri artisti divide e allontana le due parti. Il suo pubblico lo considera “uno di noi”, uno con cui condividere la stessa passione per il rock, la stessa voglia di divertirsi e di stare insieme in quell’unione che è il concerto. Da anni poi Bruce ha l’abitudine di raccogliere le richieste di canzoni fatte dal pubblico. I fortunati sotto il palco innalzano dei cartelli che lui sceglie e mostra alla band che attacca quanto indicato. Negli ultimi tour (se non legati a particolari esigenze) le sue scalette sono ormai sempre più “antologiche”, piene di greatest hits immancabili, che devono necessariamente essere suonati per affetto e perché legate al personaggio e alla storia del rock. Se a inizio carriera Springsteen interpretava molte più cover ora queste sono ridotte a poche essenziali esecuzioni.

D’altronde il suo songbook è così corposo che non ha certo difficoltà a riempire uno show per quanto lungo sia. A livello statistico nelle sue esibizioni italiane ha suonato 1240 canzoni di cui 221 diverse.