Torna XFactor live ed è subito polemica Poche donne in gara: due su dodici artisti

Agnelli si difende: consideriamo i cantanti come persone La finale al Forum di Assago dove sono attesi i Coldplay

Luca Trambusti

milano. Inizia domani (dalle 21,15 diretta su Sky e streaming su Now Tv e – solo la prima puntata – in chiaro su Tv8) la quarta fase di XFactor: quella dei live. Prima ospite Carmen Consoli. I dodici concorrenti saranno chiamati alla prova del palco, dove alcuni sono già saliti e altri invece no.


A prepararli provvedono i giudici, ognuno con il suo team artistico che lavora ai brani, alle esibizioni e sugli artisti. Arrivati a questo punto anche per quest’anno non mancano le polemiche (nuove e storiche) che in questa edizione riguardano il gender.

Si è infatti da più parti notata la ridotta presenza di artiste donne: solo due tra i dodici selezionati dai giudici.

«Questa accusa di sessismo e maschilismo è un po’ forzata – dice Emma – che le donne debbano combattere il doppio e vengano giudicate per cose diverse da ciò che fanno è innegabile, ma qui, senza nessuna categoria, abbiamo costruito la squadra che in maniera artistica ci somigliasse e con certi criteri. E poi – prosegue Emma agguerrita come al solito – il concetto di quote rosa è discriminatorio e anacronistico in una società che vogliamo aperta e senza schemi. Con le quote rosa restiamo sempre discriminate».

«Noi – aggiunge Agnelli – consideriamo i concorrenti come persone, scegliamo artisti e non donne o uomini. Per quanto mi riguarda in cinque anni è la prima volta che non ho donne in squadra. Se la trasmissione non fosse vera (e fa riferimento a un’altra recente polemica) ci avrebbero imposto le quote rosa mentre questo è un esempio di libertà autorale».

Anche Mika aggiunge la sua riflessione. «Il cast è dinamico e la composizione cambia ogni anno partendo anche da ciò che si è presentato; quindi tutto è collegato».

Ma c’è anche un’altra vecchia polemica sopita e mai del tutto spenta che investe l’ambito di Manuel Agnelli: i Maneskin. «Il loro successo – dice il leader degli Afterhours – non ha alzato l’asticella o le aspettative, ma piuttosto ha portato il rock all’attenzione del pubblico televisivo. Non c’è nessun’altra trasmissione dove questo succede. E anche i ragazzi hanno reagito bene, hanno ripreso gli strumenti in mano e sono tornati a suonare. I Maneskin – e qui Manuel affonda il colpo – non sono certo di nicchia ma un prodotto mainstream, nati per esserlo. È inutile cercare punti di riferimento inesistenti. Hanno uno straordinario carisma ed energia, elementi fondamentali, come lo sono suoni e musica. I Maneskin – prosegue – hanno aperto portoni, creando opportunità per l’onda italiana. Siamo sempre stati filiali estere su cui piazzare artisti, oggi esportiamo qualcosa. Sono una grandissima occasione ma in Italia siamo sempre a cercare difetti e lati oscuri. Occorre vedere il lato positivo e non essere inutili talebani del rock». Conclude Manuel Agnelli togliendosi dei fastidiosi sassolini dalla scarpa.

In effetti il successo della rock band italiana sembra aver risvegliato l’interesse nei confronti del rock e così a questi live arrivano parecchi gruppi, di cui ben due sotto l’ala di Manuel.

«Ho costruito la squadra – dice il rocker milanese – con l’idea di raccontare il rock e ognuno dei mie tre artisti (Bengala Fire, Mutonia e Erio) mi aiuta in questa narrazione. Poi ho cercato qualcuno che potesse avere una storia e crescere anche oltre l’eventuale vittoria».

Baltimora, Karakaz e Versailles sono invece i tre componenti della squadra di Miguelito Hell Raton che ha preferito il crossover tra generi differenti. «C’è una grande contaminazione – dice il giudice – la canzone si mischia con il punk. Sto comunque cercando di amplificare la loro identità artistica e formare al meglio questi ragazzi per i live, che sono indispensabili».

«Cerco la personalità». Così si è mossa Emma nel formare la squadra. «La scrittura e i live si migliorano con l’esperienza, ma se non hai personalità e presa di coscienza di ciò che si vuole essere non si può crescere. Mi pongo ai ragazzi da artista – prosegue – per dare loro ciò che ho imparato. Di XFactor m’interessano le ore di sala prove con i ragazzi dove anch’io imparo qualcosa da loro». In quota Emma: Le Endrigo (band), gIANMARIA e Vale LP. Infine Mika che con Nika Paris, Fellow e Westfalia guarda al mondo pop.

« La mia idea di pop – dice Mika – è quella di una musica dove confluiscono diversi generi, senza confini geografici. Il pop di questa squadra è pieno di libertà, di emozione e viscerale, perché se non emozioniamo non contiamo nulla».

Ora ogni giudice abbandonerà il sorriso e la gentilezza perché inizia la vera sfida che porterà alla finale, che si svolgerà al Forum di Assago, con il pubblico e dove sono attesi i Coldplay live.

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