Il dialogo silenzioso dei fari: i più belli lungo la “strada” tra Toscana e Liguria

In edicola con Il Tirreno il volume curato da Arrighi e Monticelli. Storie, aneddoti e fotografie delle sentinelle del mare 

Il viaggio è stato lungo. Per completarlo è occorso oltre un anno, da giugno 2020 a settembre 2021. Tappa dopo tappa, via mare e via terra. Ma alla fine le due autrici – la giornalista Elisabetta Arrighi che ha scritto i testi e la fotografa Biancamaria Monticelli che ha scattato le immagini – sono riuscite a tradurre sulla carta un mondo affascinante, quello dei fari dislocati lungo la costa che si snoda seguendo il tracciato dell’antica via Aurelia da Ventimiglia fino a Monte Argentario, comprendendo naturalmente anche le isole dell’Arcipelago Toscano.

IL LIBRO


Immagini emozionanti che si legano al racconto di faristi ancora in servizio, ultimi rappresentanti di una categoria in via di estinzione per il sopravvento della tecnologia. Ma anche di faristi in pensione e di figli di faristi. Ci sono poi – in veste di narratori – comandanti di navi, skipper, ambientalisti, residenti delle isole e il capitano di fregata pilota A/E Alessandro Cirami, comandante di Marifari La Spezia che si occupa delle strutture presenti in Toscana e in Liguria, le due regioni dove si è dipanato il viaggio descritto nel libro (Editoriale Programma) in uscita con la Gazzetta di Modena da domani al prezzo di 9,90 euro più quello del quotidiano.

Il volume “I fari della Toscana e della Liguria” sarà distribuito anche attraverso le altre testate del gruppo Sae, ovvero Il Tirreno, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara.

IN VIAGGIO CON LA MARINA

Se è stato possibile fare il lungo viaggio marino e terrestre alla ricerca dei fari, lo si deve al comandante Cirami che ha accompagnato giornalista e fotografa nei luoghi dove le onde incontrano la terra, e in primis allo Stato Maggiore della Marina Militare e alla Direzione fari e segnalamenti di Napoli (presso Maricomlog – Comando Logistico della Marina Militare) che ha fornito le autorizzazioni necessarie per poter accedere alle strutture che dal 1911 sono gestite dalla Marina.

Un grazie poi alla Guardia costiera, alla Direzione Marittima di Livorno e alle Capitanerie toscane: con le loro motovedette ed equipaggi è stato infatti possibile raggiungere i fari dislocati sulle isole e sugli isolotti dell’Arcipelago.

LA COLLABORAZIONE

Nato dalla comune passione di Elisabetta Arrighi e Biancamaria Monticelli per queste “sentinelle del mare”, il progetto è stato studiato attraverso vari contatti con la Marina Militare prima sotto il profilo della fattibilità, quindi dal punto di vista archivistico e infine sul campo.

E in questa idea proposta dalle due autrici, hanno creduto subito il quotidiano Il Tirreno di Livorno e anche la Fondazione Livorno e la Fondazione Livorno arte e cultura. Grazie ai rispettivi presidenti (Luciano Barsotti ed Olimpia Vaccari) e al vicepresidente della seconda (Marcello Murziani) è stata possibile la sponsorizzazione di questo progetto di “pubblica informazione” che permette di far conoscere da vicino al grande pubblico la storia e le storie di queste “sentinelle della notte”.

Quando cala l’oscurità i fari sembrano avviare un fitto dialogo gli uni con gli altri, con le navi e con le imbarcazioni che solcano il Mar ligure e il Mar Tirreno (ma anche tanti altri mari, e gli oceani dall’Atlantico al Pacifico) tracciando ancora oggi la rotta più sicura, ma anche e soprattutto indicando zone pericolose per la presenza di scogliere, secche, piccole isole, gli ingressi dei porti e degli approdi. Ogni guizzo di luce definisce un frammento di storia che comincia molti molti secoli fa.

LE FOTO E IL RACCONTO

Tante tesserine che alla fine si riuniscono in un puzzle dove le lanterne ricamano con un lucente filo argenteo la mappa dei mari e delle coste. Mentre i faristi raccontavano a Elisabetta Arrighi di sé e della vita nel faro, Biancamaria Monticelli scattava.

Centinaia di scatti per cogliere l’espressione del volto, il sorriso o la tristezza dello sguardo, gli stati d’animo e le emozioni.

Ma anche la bellezza delle lenti di Fresnel capaci di convogliare la luce nel lampo che ogni sera vediamo dispiegarsi quando il crepuscolo diventa notte, oppure le linee architettoniche degli edifici e delle torrette luminose che, spesso, svettano sui bastioni di qualche antica fortezza oppure si ergono quasi in bilico sulla punta estrema di uno scoglio o di un promontorio.

TUTTI I FARI

In Toscana si contano oltre venti fari classificati come tali, a cui si aggiungono numerosi semafori, dislocati specialmente sulle isole. Molti di questi fari – come quello di Livorno (situato all’imboccatura sud del porto) per citare un esempio – sono stati veri e propri protagonisti della storia lontana e vicina, così come il faro della Meloria e la vicina torre che narra la grande battaglia fra le Repubbliche Marinare di Pisa e Genova che decretò la sconfitta della prima. Ma nel volume ci sono anche – fra gli altri – il faro della Rocca che domina Porto Ercole e lo Scoglietto di Portoferraio che ispira-va la scrittura di Raffaello Brignetti, il suggestivo faro di Portofino da cui si gode un panorama spettacolare sulla costa ligure e quello di San Venerio all’isola del Tino che mescola leggenda e storia ufficiale, il faro del Capel Rosso all’estremo sud del Giglio che lancia la sua luce verso l’infinito e quello delle Formiche di Grosseto che fonde la sua bellezza con la solitudine dei luoghi.

Questo libro vuole quindi raccontare i fari e la loro anima più nascosta. E dove le parole non arrivano, ci sono le immagini ad andare oltre, a penetrare l’essenza di una storia che è quella della navigazione e di migliaia di naviganti che, nel faro, hanno sempre trovato un’ancora di salvezza durante una tempesta oppure la giusta rotta per tornare a casa.

LA MOSTRA

In occasione dell’uscita con Il Tirreno del volume “I fari della Toscana e della Liguria”, il quotidiano (Gruppo SAE) ha promosso una mostra ospitata all’Hotel Palazzo di Livorno che racchiude insieme ad alcune copertine storiche della testata che riportano fatti di rilevanza locale, nazionale e internazionale, imprese sportive e grandi avvenimenti sociali, anche una serie di immagini (stampate in grande formato) di fari presenti nel volume e accompagnate a un piccolo estratto del testo. Alla mostra sono presenti anche immagini relative “Isole toscane. Guida alle sette perle dell’arcipelago” (Editoriale Programma) distribuito dal Tirreno e dai quotidiani emiliani del Gruppo Sae nel 2020 e 2021.