Con Postalmarket è una festa, stesso slogan e stessa copertina: il catalogo ora torna in edicola

Sarà la vetrina di un portale di e-commerce: la nuova Sylva Koscina sarà la conduttrice Diletta Leotta  

Oggi c’è Diletta Leotta, famosa conduttrice televisiva. La prima, invece, fu Sylva Koscina, attrice di origine jugoslava notissima negli anni Sessanta e Settanta del 1900. Con una celebrità in copertina – come ha quasi sempre fatto nel corso di circa cinquant’anni di storia dal 1959 al 2007 – torna in edicola Postalmarket, il mitico catalogo che vendeva per corrispondenza quando il commercio online apparteneva ancora al mondo dei sogni. La data di uscita domani con la distribuzione in tutte le edicole «di un magazine da collezione», promette il suo artefice, l’imprenditore friulano Stefano Bortolussi. «Sfogliarlo sarà come vivere in contemporanea un’esperienza innovativa e vintage». Centottanta i brand presenti, tutti italiani, distribuiti in sei sezioni – abbigliamento e accessori, intimo, bellezza e cura del corpo, casa, cibo e bevande, tempo libero – su 364 pagine.

«Nel catalogo – dice Bortolussi – c’è una selezione di questi brand: la storia delle nostre famiglie, della nostra cultura dei consumi raccontata attraverso le aziende che l’hanno creata».


Non mancano, poi, contenuti giornalistici con firme autorevoli, curiosità e consigli di shopping. Secondo Bortolussi, del resto, la filosofia Postalmarket è chiara: non basta la vetrina dei prodotti, serve affiancarla all’autorevolezza del racconto sulle tendenze del momento, per spiegarle al consumatore. E per il ritorno nelle edicole, è stato scelto come filo conduttore la rinascita «perché Postalmarket – l’imprenditore ci crede – contribuirà alla rinascita italiana».

Se da una parte il magazine si propone ancora – sulla scia del suo glorioso passato – come punto di riferimento di stile, dall’altra la vendita per corrispondenza oggi è totalmente superata. Così, accanto al magazine cartaceo, è già attivo un portale di e-commerce programmato – informa Bortolussi – con le più innovative tecnologie esistenti e sul quale si possono acquistare oltre 25mila prodotti. E verrà lanciata una app, con la realtà aumentata, gestita dalla start up veneta No Gravity. Lo sguardo puntato verso il futuro, tuttavia, non ha offuscato il passato. Tanto che si è preferito mantenere lo slogan di una volta: “Con Postalmarket sai, uso la testa e ogni pacco che arriva è una festa”.

Un tormentone dell’epoca, così famoso da venire ripetuto e canticchiato, un po’ come i motivetti dei jingle di oggi. D’altra parte Postalmarket – nato nel 1959 da un’idea dell’imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini – è stato molto più di un catalogo. Testimone e strumento del boom economico dell’Italia dopo le macerie della seconda guerra mondiale, soddisfaceva ai bisogni di un Paese che aveva un grande desiderio di consumare ma che, commercialmente, era ancora all’anno zero. Anche in questo caso, anticipatore di tendenze poi divenute quotidiane abitudini. «Suppliva – fa notare la giornalista Giusi Ferrè – alla mancanza di grandi magazzini e di negozi specializzati. Nella sua varietà merceologica, che includeva anche l’inutile, catturava poi l’intera famiglia».

Il primo catalogo conteneva 48 pagine e venne lanciato con una tiratura di 10mila copie, distribuite in edicola, con l’obiettivo di diffondere in tutta Italia i nuovi beni di consumo – in particolare l’abbigliamento – tramite una vendita diretta, capillare e diffusa sul territorio, rivolgendosi a un pubblico prettamente femminile. Nel 1965 i cataloghi erano già due all’anno – uno dedicato alla primavera/estate, l’altro all’autunno/inverno -, le pagine 174, a colori, la tiratura a 130mila copie. Nel 1966 la prima copertina con le celebrità: la scelta cadde sulla Koscina, all’apice del successo. Da allora fino al 2002 un susseguirsi di noti testimonial che facevano sognare i lettori: tra loro Giorgio Gaber e Ombretta Colli, le gemelle Kessler, Ornella Muti, Ornella Vanoni, Milva, Mariangela Melato, Romina Power, Milly Carlucci, Monica Bellucci, le supermodelle Cindy Crawford, Carla Bruni, Eva Herzigova. E fu una modella, Afef Jnifen, l’ultima “vip” in copertina nel 2002. Postalmarket non finì allora, ma, dopo aver vissuto uno strepitoso successo nei decenni precedenti, dall’inizio degli anni Novanta era entrata in un lento declino, stretta tra la concorrenza dei primi ipermercati e vari problemi di gestione della società. Che venne chiusa nel 2007, per poi fallire nel 2015. Tre anni dopo Bortolussi ha acquistato il marchio, fondando poi nel 2020 la nuova Postalmarket insieme con altri imprenditori dell’e-commerce. E siamo a oggi.

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