Moro: «Un sogno dirigere Liga sul set di “Sogni di rock’n’roll”»

Folla di fan per la presentazione del video della canzone del cantautore emiliano Il cantante: «Che emozione la regia, con quel brano ho iniziato a suonare»

ROMA. L’incontro ravvicinato di Luciano Ligabue e Fabrizio Moro con il pubblico della Festa del cinema di Roma, inizia con la presentazione del videoclip “Sogni di rock n’roll” di cui Moro firma la regia con Alessio De Leonardis. Si tratta di uno dei brani più noti di Ligabue di cui mancava il video, o meglio il corto, come è già stato definito questo lavoro di intesa fra i due cantautori. Il videoclip è prodotto da Raffaella Tommasi e Stefano Salvati che fra i successi personali, come lui stesso ha riferito parlando al pubblico, annovera «quello di aver scoperto anni fa una sedicenne che si chiama Angelina Jolie».

I due rock -autori sono stati a lungo applauditi da una platea affollata dai fan. Hanno scherzato con il pubblico e raccontato aneddoti sulla lavorazione e produzione del videoclip: «Avevo paura a parlare con lui – ha raccontato Moro – E infatti ci siamo mandati praticamente sempre e solo dei messaggi vocali. Ora l’effetto è strano, è la prima volta che sento un applauso senza una mia canzone. “Sogni di rock n’roll” è un brano con cui io, a 14 anni, ho iniziato a suonare. Realizzare il videoclip di questo pezzo anni dopo è un sogno che si realizza». Moro ha poi spiegato che «quello della regia è un mondo in cui sono veramente un novello. Sul set quando si è materializzato Luciano, mentre noi iniziavamo a prepararci per le riprese di questo videoclip, lui mi ha ricordato che c’era Italia-Spagna agli Europei e mi ha detto che ci avrebbe rinunciato ma in quel caso avrei dovuto fare un bel lavoro. Quando è iniziata la partita, ho anche pensato: se l’Italia perde, questo mi accolla la colpa. Ci sono stati supplementari, i rigori e noi lì ad aspettarlo, non sapevamo che cosa fare, per fortuna poi abbiamo cominciato».


Anche Ligabue ha firmato alcune regie: «Quando si tratta di film – dice – devi metterci la faccia, progettare le emozioni. C’è tutto un processo di testa, per fare in modo che esca la “pancia” necessaria. Quindi, io mi dedico ai film solo quando so che la storia non può essere una canzone e poi, fare un film ti fa venire una vera ossessione».

Con chi sarebbe bello realizzare un film? Alessio De Leonardis non ha dubbi e sceglie subito Dino Risi, Moro da buon romano, sceglie Verdone mentre per il Liga è più complesso: «Fare il regista è una vitaccia – afferma – e fare un film con un altro... no, resto nel mio».

Mentre scorre il tempo e stanno per scendere in campo Lazio e Inter (la prima tifata da Moro, la seconda da Liga) fremendo si torna su “Sogni di rock n’roll”: «È la prima canzone di tutte quelle che poi ho pubblicato – ricorda Ligabue quasi lasciando immaginare che le altre ne siano figlie – Ho scritto brani che l’umanità ha avuto la fortuna di non sentire. La prima che ho scritto? Si chiamava “100 lampioni” e parlava di una prostituta in fase di redenzione, a fine carriera. Da lì in poi ho iniziato a scrivere canzoni. “Sogni di rock n’roll” per me è molto importante e quando mi hanno proposto di celebrarla con Fabrizio ne sono stato molto felice».

Chiude Moro: «Quando Luciano è arrivato sul set ho scoperto di lui una umanità incredibile. E ho avuto la sensazione che tutto quello che ha oggi se lo sia ampiamente meritato».

Applausi per tutti e due.