Pieraccioni prende in giro il delfino milionario di Koons

Il comico alla mostra del popolare artista americano: «L’animale gonfiabile con quelle pentole attaccate non mi emoziona, ci provo ma non ho cultura»

FIRENZE. L’immagine che posta sul suo profilo Instagramma anche sulla pagina personale di Facebook è eloquente. Si vede un Leonardo Pieraccioni in una posa “pensosa” con tanto di boccuccia e sguardo perplesso a fianco di una delle opere più rappresentative dell’artista: un delfino che sorregge una serie di pentole di acciaio inox.

Nel mondo incantato e infantile di Jeff Koons – del resto – gli animali gonfiabili da spiaggia, rassicuranti e dai richiami disneyani, sono i protagonisti assoluti e rappresentano al meglio la sua poetica artistica. Il comico fiorentino, cresciuto nella città di Michelangelo e del Brunelleschi, sembra però non apprezzare. Applica una didascalia che è tutta un programma a quell’immagine del “comico di fronte all’opera” e che demolisce l’artista pop più quotato del momento.


«Io vorrei davvero emozionarmi – scrive Pieraccioni – davanti alle spugnette da cucina di Jeff Koons o di fronte al suo ultra milionario delfino gonfiabile con sotto il pentolame messo a sgocciolare, ma mannaggia ammè e alla mia oceanica insensibilità, non ce la faccio, ci provo, ma unció cultura».

Da quando si é aperta sabato 2 ottobre nella cornice di Palazzo Strozzi, nei primi otto giorni, sono state oltre 12mila le persone che hanno staccato il biglietto, decretandone il successo e consacrandola come l’evento culturale di punta del 2021 in Italia. Anche la dimensione social non è da meno: più di 200mila utenti l’hanno raggiunta con oltre 25mila interazioni dirette. E il successo sembra non fermarsi. Sviluppata in stretto dialogo con l’artista, la mostra di Jeff Koons intitolata Shine ospita prestiti provenienti dalle più importanti collezioni e dai maggiori musei internazionali, proponendo come originale chiave di lettura dell’arte di Jeff Koons il concetto di “shine” (lucentezza) inteso come gioco di ambiguità tra splendore e bagliore, essere e apparire. Però di fronte ad aragoste gigante, pupazzi, ballerini, l’attore e sceneggiatore fiorentino, regista del Ciclone, confessa di non capire. Sembra Alberto Sordi nella celebre visita alla Biennale nell’episodio “Le vacanze intelligenti” del popolare film “Dove vai in vacanza”, satira dell’intellettualismo da parte di due fruttaroli romani che obbedendo ai figli modaioli decidono una vacanza culturale. Dopo il post su Instagram abbiamo contattato Pieraccioni che però non ha voluto dire di più: «Lasciamo perdere, c’è poco da aggiungere», con tanto di emoticon che non lasciano spazio ad ulteriori interpretazioni della sua visita a Palazzi Strozzi. Certe espressioni non hanno bisogno di spiegazioni.

A. R.

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