Ottocento abiti e cimeli di Amy Winehouse all’asta per beneficenza

New York. Decine di abiti di Amy Winehouse, fra i quali quello che la cantante britannica indossava nel suo ultimo concerto un mese prima della morte avvenuta nel luglio 2011, oltre a libri, dischi, borse e oggetti che le appartenevano, saranno messi all’asta a Beverly Hills il 6 e 7 novembre. La casa d’aste Julien’s Auctions espone da ieri un campione di oltre 800 fra abiti, bustini, pantaloni, shorts, scarpe, sottabiti, occhiali, strumenti musicali, libri e dischi valutati nel complesso fra 1 e 2 milioni di dollari. Secondo la casa d’aste, è stato difficile convincere i genitori a privarsi degli oggetti della figlia morta a 27 anni, ma il loro obiettivo è ora di utilizzare il ricavato per coltivare l’eredità e la memoria della figlia e di raccoglier fondi per la loro fondazione che aiuta i giovani che soffrono di dipendenze da alcol e droga. Nel giugno 2011, la giovane artista aveva dovuto abbandonare fra i fischi il palco di Belgrado sul quale si stava esibendo, visibilmente ubriaca; sarebbe morta di lì a poco per l’eccesso di alcol. «È molto difficile fare un’asta quando lavori con la famiglia di qualcuno che è scomparso molto giovane», ha detto il direttore di Julian’s Martin Nolan: «Hanno impiegato molto a decidere cosa mettere all’incanto ma poi hanno capito che ci sono musei, fan e collezionisti che si prenderanno cura di quel che è appartenuto ad Amy per onorarne la legacy».

L’asta, i cui proventi andranno in beneficenza, non è l’unica iniziativa organizzata in questi giorni per celebrare la memoria della Winehouse: dopo un documentario della Bbc, Reclaiming Amy, che racconta la saga della cantante dal punto di vista dei familiari, sta per aprire a fine novembre al Design Museum di Londra «Amy: Beyond the stage», la prima retrospettiva sulla vita e la carriera della cantante.


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