Cavalieri, battaglie e femminismo. Ecco “Last duel” di Ridley Scott

Una scena da “Last duel” firmato da Ridley Scott, nei cinema da giovedì prossimo

Un kolossal ambientato nella Francia medievale con Matt Demon, Jodie Comer e Ben Affleck

ROMA. Armi, eroi, cavalieri e scudieri, battaglie e danze, la Guerra dei Cento Anni e i feudi francesi, l’epoca della cavalleria francese torna al cinema con un kolossal visivamente potente con scenografie, duelli, costumi che sono una gioia per gli occhi. Arriva giovedì nei cinema “The last duel” di Ridley Scott, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia.

Quello di Scott non è solo un classico film epico medievale, ma molto di più. Scritto, interpretato e prodotto da Matt Damon e Ben Affleck (e altri) , tratto dal romanzo di Eric Jager del 2004, racconta una storia vera che non a caso diventa film oggi. Al centro c’è la vicenda di Marguerite de Carrouges (Jodie Comer) moglie del cavaliere coraggioso e fedelissimo al re Jean de Carrouges (Matt Damon) che l’affascinante scudiero Jacques Le Gris (Adam Driver) protetto dal conte Pierre d’Alencon (Ben Affleck) ha aggredito sessualmente. Anziché tacere su quella che era una pratica del tempo, Marguerite si assume il rischio di denunciare: il duello all’ultimo sangue tra il marito e il rivale stabilirà se è stata o no violenza e se dovesse essere il marito a morire, a lei spetterà l’immediata sorte di essere bruciata viva lentamente.


Ben Affleck è di nuovo in coppia anche con Matt Damon: i due giovani, belli, talentuosi che nel 1990 si erano portati a casa l’Oscar per la sceneggiatura originale di “Will Hunting – Genio Ribelle” e che ora hanno prodotto e scritto questo film. «La donna, in quell’epoca, come si vede bene nel libro omonimo di Eric Jager da cui è tratto il film, era invisibile, non ci sono tracce scritte dell’operato femminile, mentre quello maschile era minuziosamente annotato in tante pagine», ha detto Matt Demon presentando il film. «Quando ho scoperto il libro – dice ancora Damon – me ne sono immediatamente innamorato, poi ho chiamato Ridley Scott, confesso pensando a “I duellanti” perché nessuno meglio di lui avrebbe potuto portare sullo schermo questa storia. Ne ho parlato poi con Ben Affleck e ci siamo subito messi al lavoro finendo la sceneggiatura in tempo record. Solo nell’ultimo capitolo del libro Marguerite – continua l’attore – si mostra finalmente come un essere umano, negli altri invece sembra un accessorio del mondo maschile. Ecco perché tutto il film alla fine si regge sulle spalle di Jodie Comer. L’eroe della storia è davvero lei: forte, dinamica, coraggiosa». E Demon ha spiegato che, per rendere al meglio il punto di vista femminile, «abbiamo affidato la scrittura del terzo capitolo del film ad una donna, Nicole Holofcener».

Le location della pellicola sono davvero mozzafiato, con i castelli più maestosi e meglio conservati che sono in Francia, mentre la natura è quella dell’Irlanda.

Ridley Scott, di cui si attende con impazienza “The House of Gucci” con Lady Gaga e Adam Driver, girato per gran parte in Italia, si vanta di cambiare spesso genere, «mi mancherebbe il western e il musical – aveva detto scherzando alla presentazione del film al Festival di Venezia – ma se parlo di epoche la mia passione è proprio sul XIV secolo, io stesso dal 1982 vivo in una casa del 1360 nel Surrey».