Dante protagonista al Bargello: da Giotto al cinema muto così la storia dell’arte lo celebra

L' allestimento dellamostra al Museo del Bargello a Firenze

Una mostra nata per documentare l’influenza dantesca sugli intellettuali attraverso i secoli Dal più antico ritratto del Poeta, alle risonanze della Commedia tra le righe di Pascoli e D’Annunzio 

Per Dante Alighieri si aprono le porte delle connessioni. Non che le interferenze siano mancate. Anzi. Il catalogo della Commedia è talmente vasto che la parabola dei collegamenti (storici, letterari, artistici, scientifici, filosofici, teologici) è strada scorrevole e panoramica.

Solo che ora, complice il diluvio di iniziative che ha accompagnato il settimo centenario dalla morte del sommo poeta, ci si può inoltrare in sentieri più eruditi e originali. O forse solo più raffinati.


Un nuovo capitolo di questo viaggio destinato a frastagliare di spunti e immaginari danteschi l’universo culturale a venire, prende vita a Firenze, al Museo del Bargello, dove oggi si apre, a cura di Carlo Sisi e Ilaria Ciseri, la mostra “La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista”: il titolo di evocazione pascoliana, racchiude il senso di una indagine che intende mettere a fuoco la percezione avuta dal contesto artistico e letterario tra Ottocento e Novecento delle proiezioni e pulsazioni che il poema dantesco, era in grado di offrire.

«La mostra – sottolineano i curatori – è concepita come una narrazione tematica e interdisciplinare, all’interno della quale le opere formano una stringente sequenza che collega fra loro dipinti, sculture e rimandi concettuali e letterari impliciti nella vicenda biografica e poetica di Dante». Si dirama allora un magniloquente catalogo, mistico e crepuscolare, onirico e disturbante, ricco di cinquantasette pezzi (pitture, sculture, stampe, incisioni, fotografie, manoscritti) provenienti da musei, biblioteche e istituti internazionali (tra cui i parigini Musée Orsay e Rodin, il Prado, Brera, gli Uffizi, il Museo dell’Ottocento di Ferrara, il Museo etrusco di Villa Giulia, il Museo di Strasburgo) oltre che da importanti collezioni private.

L’esposizione è articolata in varie sezioni, rispettivamente dedicate alla scoperta del più antico ritratto di Dante, opera di Giotto, emerso nella Cappella del Podestà del Bargello solo nel 1840, alle suggestioni della “Vita Nova” nella seconda metà dell’Ottocento, ai grandi e tragici personaggi della “Commedia” rappresentati nell’ambito artistico internazionale, alle opere presentate al Concorso Alinari del 1901 cui parteciparono tra gli altri Giovanni Fattori, Adolfo De Carolis, Galileo Chini e Plinio Nomellini ma anche alla risonanza della “Commedia” nella produzione di Giovanni Pascoli e Gabriele d’Annunzio, quest’ultimo chiamato a scrivere l’introduzione al prezioso volume uscito nel 1901 per i tipi di Leo S. Olschki.

Tra le opere firmate da Giovanni Duprè, Amos Cassioli, Gustave Doré, Auguste Rodin, Gaetano Previati, Sartorio, Dante Gabriele Rossetti, Jean-Baptiste Carpeaux, Emile-Antoine Bourdelle, troviamo alcune curiosità come il singolare ritratto dell’Alighieri realizzato a matita sul retro della copertina di un’antica edizione del “Convivio” dall’inglese Seymour Kirkup, la copia fedele della celeberrima “Isola dei morti” di Böcklin concepita da Otto Vermehren e la proiezione di un video di Francesco Galluzzi e Federico Bucalossi che hanno estrapolato una serie di fotogrammi da “Inferno”, capolavoro del cinema muto, girato nel 1911 da Francesco Bertolini. La mostra, che è accompagnata da un dettagliato catalogo edito da Polistampa, resterà aperta fino al 9 gennaio.