La partita di basket più colorata del mondo Da Jordan a LeBron, il ritorno di Space Jam

Un budget da 150 milioni di dollari, tanta energia senza troppe pretese: domani il film arriva nelle nostre sale 

Francesca Lenzi

Siete pronti per la partita di pallacanestro più straordinaria, assurda e colorata del mondo?


In realtà il mondo non è il nostro, ma fa parte di un universo parallelo guidato da una malvagia intelligenza artificiale. Il discorso, però, non cambia e per vedere l’incredibile incontro non occorre viaggiare nello spazio. Basta andare al cinema, da domani (23 settembre).

Sul grande schermo verrà, infatti, proiettato Space Jam: New Legends (titolo originale Space Jam: A New Legacy), film della Warner, realizzato in tecnica mista e diretto da Malcolm D. Lee.

Se il titolo vi ricorda qualcosa, non vi preoccupate. Non siete impazziti e rammentate bene: ben venticinque anni fa si giocò un’altra partita di basket.

Altrettanto folle e strabiliante.

Quella del primo Space Jam, del regista Joe Pytka con protagonista una stella del basket mondiale. E che stella! Il trailer dell’epoca si apriva così: «Quando il più grande atleta al mondo fa squadra con il personaggio dei cartoni animati più amato al mondo, non crederete ai vostri occhi».

L’atleta era Michael Jordan, un metro e 98 per quasi cento chilogrammi, top player assoluto dei Chicago Bulls. Il personaggio dei cartoon era, invece, Bugs Bunny.

Succede che un giorno, in un pianeta alieno, un malvagio proprietario di un luna park in declino decida di rapire la pazzesca brigata dei Looney Tunes. La faccenda diventa oggetto di una disputa sul campo: da una parte gli alieni cattivi che riescono a rubare il talento dei migliori cestisti della Nba, dall’altra i personaggi d’animazione della Warner Bros aiutati, suo malgrado, da Jordan, allenato dal grande attore Bill Murray.

Space Jam fu maltrattato senza ritegno dalla critica, ma centrò al cuore il grande pubblicò che lo premiò al botteghino. Costato 80 milioni di dollari, ne incassò solo negli Usa oltre 90, complessivamente 230, tanto da rappresentare il film sul basket di maggior guadagno, terzo nel genere sportivo, dietro a Rocky IV e The Blind Side.

La banda dei Looney Tunes torna adesso sul grande schermo, ancora in tecnica mista ma, ovviamente, con effetti speciali evoluti e una trama che vira al sentimentalismo, basata sul rapporto padre e figlio. Al posto di Jordan c’è l’icona LeBron James, 206 centimetri per 113 chili, stella dei Lakers e della pallacanestro mondiale, grande fan del primo Space Jam che, nel nuovo film, dovrà vedersela contro i campioni digitalizzati della Goon Squad.

Il trailer, tre milioni di visualizzazioni quello italiano, l’originale più di 25 milioni, promette quel che deve: divertimento ed energia, senza troppe pretese. Con un budget di 150 milioni di dollari, Space Jam: New Legends ne ha incassati finora 157. Già, perché la pellicola è uscita praticamente in tutto il mondo. L’Italia arriva dopo chiunque, tranne Madagascar e Togo, dove il titolo uscirà rispettivamente a gennaio e il prossimo luglio.

La tecnica mista, con personaggi in carne e ossa mescolati all’animazione non è genere nuovo per il grande schermo che ha visto passare storie più o meno memorabili.

La più famosa e riuscita è senza dubbio Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988) di Robert Zemeckis (regista anche di Ritortno al futuro e Forrest Gump) con il coniglio innamorato della formosa Jessica Rabbit e incolpato senza ragione di omicidio, e gli attori Bob Hoskins nei panni dell’investigatore privato Eddie Valiant e Christopher Lloyd in quelli terrificanti del giudice Morton che minaccia Roger con la salamoia, un inquietante miscuglio di trementina, acetone e benzina in grado di uccidere i cartoni animati. Per essere più incisivo, il giudice mostra gli effetti dell’intruglio su una povera scarpa animata in una scena che fa tanto trauma infantile. Meno conosciuto, ma comunque interessante, Fuga dal mondo dei sogni (1992) diretto da Ralph Bakshi con un trio di nulla: Brad Pitt, Gabriel Byrne e Kim Basinge. Più recente è Looney Tunes: Back in action di Joe Dante, mentre consigliamo ai nostalgici l’adorabile I racconti dello zio Tom del 1946 con compare Orso e fratel Coniglietto.

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