La barca dei baci fra Marylin e Curtis in restauro a Viareggio

«Portola» sarà rimessa a nuovo dal cantiere Del Carlo Fu utilizzata per il film-mito “A qualcuno piace caldo”

Donatella Francesconi

Indimenticabile Marylin in “A qualcuno piace caldo” (1959, diretto da Billy Wilder) che alla domanda di un formidabile Tony Curtis «ma come hai imparato a baciare così?» risponde «Vendendo baci per il soccorso invernale». Dissolvenza. Ad avere bisogno di “soccorso invernale” oggi è lo yacht sul quale la celebre scena fu girata: si chiama “Portola” ed è ormeggiato sulla parte di banchina Maria Luisa di Borbone, a Viareggio.


La celebre imbarcazione, che ha avuto tra i proprietari anche il grandissimo attore Errol Flynn, è in attesa di “traghettare” verso il cantiere navale Del Carlo, al primo posto nel mondo magico del restauro di imbarcazioni d’epoca.

Perché “Portola” (24, 87 metri di lunghezza) inizia ad avere un’età veneranda, essendo stata costruita nel 1928 negli Stati Uniti dai cantieri “Harbor Boat Works” che con lo yacht utilizzato da Hollywood ha varato quello che per l’epoca era un vero e proprio super yacht.

«Portola è molto più che una leggenda», si legge sul sito “Classic Yacht Register”, dal quale il Tirreno ha recuperato la bella foto di Marylin a bordo dello yacht: «È un mito».

Degno di miti quali sono stati gli attori impegnati sul set di “A qualcuno piace caldo” (con Monroe e Curtis anche Jack Lemmon) , film che si è aggiudicato un Oscar e tre Golden Globe.

“Portola”, oggi proprietà di un armatore americano, è arrivata in Italia dopo aver attraversato l’Oceano a bordo di una nave cargo. A metà ottobre è previsto che lo yacht venga preso in carico dalle mani esperte del Cantiere Del Carlo che ha di recente completato – dopo tre anni di intenso lavoro – il restauro del Tirrenia II, costruita in legno di teak e varata nel 1914 dal cantiere inglese H. R. Stevens di Southampton, su progetto di Frederick Shepherd.

«La barca in legno dura una vita», sottolinea Marco Del Carlo, dell’omonimo cantiere viareggino, «e poi ricomincia da capo». Il cantiere è pronto ad accogliere la gloria della pellicola con l’emozione dell’avvicinarsi non solo a un pezzo di storia della nautica, ma anche a un pezzo di storia del cinema. E che cinema.

Nell’aprile di quest’anno l’imbarcazione, ormeggiata nel porto di Gustavia (il centro principale dell’isola di Saint-Barthélemy, in Francia) ha visto scoppiare un incendio a bordo, partito dalla sala motori come ha poi ricostruito la locale Capitaneria. L’azione congiunta e rapida di Capitaneria e vigili del fuoco – così si legge in un articolo on line de “Le Journal de Saint-Barth” – ha evitato il peggio alla barca e alle persone che si trovavano a bordo, tutte evacuate.

Terminato il restauro, si potrà affermare con orgoglio che è stato il porto di Viareggio ad accogliere, “coccolare” e ridare nuova vita all’imbarcazione-mito che ancora coltiva la memoria dei baci da sogno della diva il cui fascino non è mai tramontato, a quasi sessant’anni dalla sua tragica scomparsa, nell’agosto del 1962.