La Materia prima del nuovo teatro a Santa Maria Novella

firenze. Il Chiostro Grande di Santa Maria Novella accoglie fino a sabato una parabola teatrale raccolta nel segno di “Materia prima”, curata da Murmuris, giunta alla nona edizione. Un cartellone con otto titoli, cinque spettacoli, due incontri-performance e una videoinstallazione, che ricompone una certa idea di sperimentazione teatrale, coerente e brillante, andata via via affievolendosi, frullata nella riserva di una frettolosa improvvisazione.

La soddisfazione di Laura Croce, direttrice artistica di Mumuris, è giustificata: «Non ci siamo arresi di fronte alle difficoltà e siamo riusciti a fare rete con altre realtà del territorio, per una reciproca crescita come spunto per il futuro». Dunque si parte oggi con Collettivo Lunazione che presenta “Il colloquio”, spettacolo vincitore del Premio Inbox 2021 che prende ispirazione dal sistema di ammissione ai colloqui periodici con i detenuti presso il carcere napoletano di Poggioreale: tre donne, una di loro è incinta, aspettano in coda il loro turno, ciascuna col suo carico di ansie e speranze.


Domani dopo la presentazione del progetto a cura di Zimmerfrei, redatto in collaborazione col Festival dei Popoli, che ritrae lo “stato dell’arte” della famiglia contemporanea, adottando ogni volta un punto di vista diverso, Roberto Latini declina “Venere e Adone”, il mito fra arte e teatro da Shakespeare a Tiziano, Rubens, Canova, Carracci, Ovidio, musica e suono Gianluca Misiti. Doppio appuntamento giovedì: alle 18 Olga Campofreda e Luca Starita stilano un toccante omaggio a Pier Vittorio Tondelli nel trentennale della morte, e alle 21 Fausto Paravidino dà voce a “Something stupid”, esperimento di “dialogante improvvisazione” con lo spettatore, istruito insieme a Daniele Natali («un tentativo di acchiappare la vita e di ficcarla nel teatro»). Venerdì Francesca Sarteanesi presenta “Sergio”, sorta di monologo in forma di colloquio, «sottilmente ironico, moderatamente brillante con qualche piccola impurità tendente all’opaco». Il tributo a Astor Piazzolla di Luigi Attademo nel centenario della nascita del compositore e il lavoro di Babilonia Teatri di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi, programmaticamente titolato “Calci in culo”, chiudono il sipario.

Gabriele Rizza

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