Al duo Pio e Amedeo il premio scorrettezza La Satira del Forte incorona i “buzzurri”

Insigniti anche Valerio Lundini, Khaby Lame, Fumettibrutti Fran Lebotwitz per la carriera e Ikram Nazih per il coraggio

Angelo Petri

Sarà un premio per la “scorrettezza” a tenere a battesimo la 49esima edizione del Premio Satira Forte dei Marmi. A conquistarlo sono Pio e Amedeo, il duo foggiano che a suon di polemiche ha scalato la popolarità televisiva, non risparmiando battutacce, polemiche asprissime al limite del trash, l’ultima e più importante con i “Ferragnez”. A loro la giuria presieduta da Beppe Cottafavi, padre padrone da quattro anni del Premio, ha voluto assegnare il “Satiro” di Altan 2021. «Due buzzurri – spiega la motivazione – che girano il mondo in ciabatte, come fossero a casa loro: i compaesani di cui ci vergogniamo quando siamo all’estero, così protervi nella loro ignoranza da produrre a un certo punto, per estenuazione, un rovesciamento nel quale vediamo emergere, persino alla loro coscienza, il valore di quanto hanno fino a quel momento dileggiato. Un trash talmente consapevole e cercato da sublimarsi nel suo contrario».


Pio e Amedeo, secondo la giuria del Forte hanno riscritto il varietà secondo le regole dell’anti-politically correct, regalando al pubblico un’operazione di “finta cialtronaggine” (parola di Aldo Grasso). Ieri mattina è stato dunque sollevato il velo sui vincitori del Satira Politica 2021, che andrà in scena alla Capannina di Franceschi, sabato prossimo, alle ore 18.

Di ben altra natura il premio alla carriera a Fran Lebotwitz, l’irresistibile umorista newyorkese, protagonista della docuserie “Pretend it’s a city” di Martin Scorsese, e che da 40 non scrive più e si è votata solo alla parola. Per la tv l’ha fatta da padrona la trasmissione “Una pezza per Lundini” che vedrà premiati Valerio Lundini ed Emanuela Fanelli e Giovanni Benincasa come autore. «L’idea di Benincasa di farne un tappabuchi televisivo – ha spiegato la giuria – ha esaltato le sue doti: “Una pezza di Lundini” è un programma che ti prende per mano e ti porta nel suo universo, un surreale microcosmo nel quale può succedere tutto, tranne quello che ti aspetti». Walter Siti vince, invece, il premio per il pamphlet “Contro l’impegno”. «Siti stana il Potere che si nasconde dietro gli stereotipi del Bene e fa parlare il Male: che – come il dubbio, l’ambivalenza, la contraddizione e la ferocia – è il sale della Satira».

Popolatissimo anche il settore della satira disegnata: lo vince quest’anno Josephine Yole Signorelli, meglio nota come Fumettibrutti, vera rivelazione, del fumetto italiano. Viene invece dal Friuli il premio a “Mataran”: «La satira sulla carta stampata è ormai merce sempre più rara, – hanno detto i giurati – ma quelli di Mataran resistono», con una qualità e una cura che ricordano i momenti d’oro de “Il Male”. Brenda Lodigiani che sa intercettare pregi e difetti delle sue “vittime” per reinterpretarli in modo arguto e divertente vince la sezione parodia, mentre Khaby Lame la web star che piace anche a Zuckerberg, con 110 milioni di follower su Tik Tok e oltre 33 milioni su Instagram, vince quello per i social. Khaby Lame spalanca le braccia e con un solo gesto iconico risolve ogni problema prendendo in giro i creatori di contenuti dell’era social. Di origine senegalese ha vissuto vent’anni nelle case popolari di Chivasso, trovatosi disoccupato ha iniziato a fare i suoi video umoristici ottenendo un successo mondiale grazie alla sua comicità muta e senza barriere.

Infine un premio speciale è stato assegnato a Ikram Nazih la studentessa italo-marocchina, che ha passato due mesi in un carcere in Marocco con l’accusa di blasfemia per un post su Facebook. «Nonostante l’età adulta – ha commentato al termine della conferenza stampa, il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi – il nostro è un Premio che ha in sé la grande capacità di stare al passo con i tempi ed essere sempre più intergenerazionale». Un «presidio della satira, e quindi della libertà, in anni non certo felici» ha chiosato, infine, Beppe Cottafavi.

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