Legge per celebrare Puccini a cento anni dalla morte

Nel 2024 sarà un secolo dalla scomparsa del Maestro, avvenuta a Bruxelles Lanciato il progetto per ricordare il compositore di Turandot anche all’estero

Francesca Lenzi

lucca. «L’arte – diceva Giacomo Puccini – è una forma di pazzia». Ma chi è più libero di un pazzo? Probabilmente nessuno. E allora ben vengano le celebrazioni per coloro che vivono, o hanno vissuto, sospesi fra la realtà e la fantasia, in bilico fra l’egoismo del genio e la generosità dell’artista.


Nel 2024 saranno cento anni dalla morte di Puccini, e due senatori toscani hanno depositato un paio di giorni fa un disegno di legge sulle celebrazioni del centenario del celebre compositore nato a Lucca nel 1958.

E proprio da Lucca muove il primo passo questa proposta, firmata da Andrea Marcucci (Pd) e Riccardo Nencini (Psi-Iv), presentata ieri mattina al Teatro del Giglio.

«Un disegno di legge aperto, lo sottolineo – le parole di Nencini, presidente della commissione cultura del senato – Sono ben accetti suggerimenti e integrazioni da parte delle istituzioni del territorio. È troppo presto pensando che il centenario sarà fra tre anni? Assolutamente no. È giusto partire per tempo, soprattutto con un disegno di legge come il nostro, non ordinario, ma variegato».

E denso di idee e progetti.

Per celebrare Puccini «compositore insigne e autore di opere liriche fra le più rappresentate al mondo», come si legge nella proposta di legge, sono previste molteplici iniziative che hanno come obiettivo comune «la promozione, la ricerca, la salvaguardia e la diffusione della conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati alla figura di Giacomo Puccini».

Nel dettaglio, Marcucci e Nencini vanno dalle attività di pura promozione e divulgazione, come congressi, spettacoli (incluso il Festival Puccini) e seminari (anche con l’utilizzo di tecnologie digitali) al recupero e riordino del materiale storico e artistico del compositore.

Si ipotizza, inoltre, l’uscita di libri e testi sull’argomento, oltre all’eventuale intervento su edifici e luoghi legati a Puccini.

È questa la parte più dispendiosa del progetto, per il quale viene considerato un contributo di 11 milioni complessivi così suddivisi: quattro per il 2022, altrettanti per il 2023, e tre per il 2024.

Mentre il percorso burocratico è ormai avviato, è stato costituito anche un comitato promotore, con a capo il presidente del consiglio dei ministri («o un suo delegato»), per promuovere, valorizzare e diffondere in Italia e all’estero la figura di Puccini.

È curioso, poi, come fra i due primi firmatari del disegno di legge sia andato in scena una sorta di passaggio di testimone. Lo stesso Marcucci, infatti, è stato a sua volta – prima di Nencini – presidente della commissione cultura al Senato.

«Sono felicissimo di essere il primo firmatario di questo disegno di legge – il commento di Marcucci, fra l’altro ex capogruppo del Pd a palazzo Madama – e sono felice di condividere questa avventura con Nencini. Sul resto, il mio babbo mi ha insegnato che non c’è male senza un bene. È vero, non sono più capogruppo, ma questo mi permette di occuparmi delle questioni più territoriali». —

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