Esce il nuovo disco di Billie Eilish ma non chiamatele “canzonette”

Happier than ever (Più felice che mai) il titolo dell’album 

la recensione

Luca Trambusti


A 14 anni ha fatto la sua apparizione mondiale, a 18 ha ricodificato il linguaggio del pop portandolo dove le sue coetanee non vanno. Niente paillette o ritmi brillanti ma una sofferta e dolente musica, a tratti oscura, che ben raccontava il proprio (condiviso) disagio adolescenziale. Il suo album di debutto, “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” nel 2019 ha consacrato la musica da “cameretta”, quella scritta e sviluppata con un computer e pochi strumenti tra le mura domestiche, via dalle grandi produzioni ma essenza stessa dell’autore. Billie Eilish, con il fratello maggiore Finneas nel ruolo di produttore, ha saputo diventare voce e rappresentante della Generazione Z (i giovani nati fra il 1995 e il 2010: lei è del dicembre 2001). Ma la giovane artista americana è andata oltre il successo discografico diventando icona di libertà espressiva.

“When We All Fall Asleep...” era tappa in un percorso di crescita che si è scontrato con il fatto di assurgere al ruolo di popstar coronando il sogno del fan di diventare una stella. Da quel 2019 a oggi è cambiato molto. La naturale evoluzione dell’età, la pressione a cui è stata sottoposta, i riconoscimenti, la pandemia, sono i tasselli che hanno costruito la “nuova” Billie Eilish portando alla realizzazione di “Happier Than Ever” (Più felice che mai), il nuovo album disponibile da oggi (anche in Audio Spaziale con Dolby Atmos su Apple Music). Attenzione a non farsi ingannare dal titolo. Non è un album di leggere canzonette, lo stile della popstar non è stravolto, come testimonia da subito l’ipnotico brano d’apertura o più avanti “Not My Responsability”. I territori su cui si muove sono i medesimi solo che si è aggiunta l’esperienza e uno stato mentale che le fanno vedere le cose, e quindi comunicarle, con un approccio diverso, senza stravolgere il risultato. C’è meno dolenza, più densità sonora, meno oscurità ed una diversa emotività. Solo “Therefore I Am” strizza l’occhio alla precedente hit. Eilish ha iniziato a migliorare nell’estate del 2019, mentre era in tournée in Europa. È stato poco dopo l’uscita del disco d’esordio, andava da un terapeuta, aveva rotto con il fidanzato ed era stata raggiunta in tour dal suo miglior amico che si è aggiunto ai genitori e al fratello. «Ero fiorente – dice alla rivista Rolling Stones – Mi sentivo me stessa. Tutto intorno a me era come doveva essere. Mi sentivo come se stessi migliorando e più felice che mai. E ho provato a continuare così». Da queste condizioni nasce il nuovo album che oltretutto è stato realizzato senza quelle pressioni discografiche che hanno accompagnato la sua prima uscita, quella che doveva lanciare una nuova star. Le sedici tracce di “Happier Than Ever” sono state realizzate sempre col fratello Finneas durante il lockdown. Solo che ora lo studio non è più nella casa di famiglia ma in quella del fratello. Ma lo choc più grosso arriva dall’immagine della popstar. Abbandonati i capelli verdi, si presenta con un biondo platinato e in un servizio fotografico per Vogue Uk si è prestata a vestirsi con abiti lontani da quelli informali che l’hanno sempre ricoperta. —

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