Attenti a quei due del Tg4

Oggi a Viareggio la reunion storica fra Emilio Fede e Paolo Brosio I 30 anni del telegiornale con il direttore e l’inviato “tartassato”

Sabrina Chiellini

Il Tg4 festeggia il trentesimo compleanno al Principe di Piemonte. E lo fa con una reunion tra i due protagonisti della sua primissima stagione. Da una parte Emilio Fede, che proprio dagli schermi Fininvest dette la notizia dello scoppio della guerra del Golfo. E dall’altra Paolo Brosio, che in quel periodo ci aveva abituati alle sue cronache-corrispondenze davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Proprio per ricordare i vecchi tempi l’ex inviato del Tg4 ha organizzato la reunion – oggi alle 18 – al Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio dove ci sarà anche Fede. «Faremo un’intervista con Stefano Zurlo de Il Giornale. Parleremo di attualità ma anche del passato e del Tg4» racconta Brosio.


Fede è un po’ il papà televisivo di Brosio, il direttore dei Tg Mediaset che credette in quel cronista scrupoloso e sempre sulla notizia e che lo inviò al palazzo di Giustizia quando scoppiò lo scandalo Tangentopoli che all’inizio degli anni Novanta ha cambiato la politica e l’intero Paese. Da lì è nata la fortuna televisiva di Brosio che poi è stato presentatore di tanti programmi e inviato di “Quelli che il calcio”, oltre che partecipante di parecchi reality televisivi.

Il Tg, nato grazie alla Legge Mammì che concesse la diretta alle reti private il primo vero notiziario di Mediaset, ha avuto inizialmente un taglio rosa perché nell’idea di Silvio Berlusconi Rete4 doveva rivolgersi prioritariamente alle donne. E forse anche per questo la prima a dirigerlo nel 1991 è stata per l’appunto una donna, Edvige Bernasconi, ma solo per un anno. Già nel ’92 arrivò Emilio Fede da Studio Aperto (su Italia1) per restare al timone del Tg4 fino al 2012: vent’anni in cui la politica è stato il piatto forte della testata, con uno sguardo curioso rivolto anche alla moda e il costume. «Il Tg4 era unico – racconta Fede – la sua caratteristica era la rapidità del racconto. Non si soffermava ma sulle parole e sui colori ma solo sui fatti. Abbiamo sofferto ma non abbiamo mai mancato una notizia, ho cresciuto dei figli fedelissimi moralmente e professionalmente, un gruppo di giornalisti che ancora oggi vedo spesso e con cui vado a mangiare una pizza fuori» aggiunge l’ex direttore. E le ramanzine che faceva ai suoi cronisti sono rimaste alla storia: oggi probabilmente saranno ricordate quelle più curiose. «Tanti giornalisti che oggi sono sulla piazza – ribadisce Fede – sono nati al Tg4 e hanno imparato che il cronista si spoglia degli aggettivi e racconta solo quello che vede, i fatti, la realtà». «Brosio mi ha chiamato per una reunion e ci andrò per abbracciarli tutti» questo lo spirito con cui Fede arriva a Viareggio. «Varcai le porte di Mediaset a Milano 2 nel 1991 ed era appena scoppiata la Guerra del Golfo. Arrivai in un momento tremendo – racconta Paolo Brosio –. La prima volta che sono uscito con la telecamera per il Tg4 ho fatto uno scoop pazzesco – prosegue – ho fatto parlare a Quarto Oggiaro un imprenditore vittima del racket dell’ndrangheta a cui avevano bruciato l’azienda. Entrai nell’ospedale dove era ricoverato per le ustioni vestito da infermiere e gli ho fatto un’intervista di 10 minuti dove lui raccontò che gli avevano chiesto il pizzo e siccome non aveva ceduto gli avevano bruciato il locale e lui per salvarlo si era ustionato». –

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