Il Dante di Andrea del Castagno sarà esposto a San Godenzo

FINO AL 23 AGOSTO A CURA DEGLI UFFIZI  

GABRIELE RIZZA

L'affresco staccato di Andrea del Castagno con il ritratto di Dante a figura più grande del naturale ringiovanito dal recente restauro dell'opificio delle Pietre dure (tra i protagonisti della mostra di Forlì) torna nella sua Toscana. E lo fa con un evento speciale doppiamente simbolico: la mostra promossa dal comune di San Godenzo inserita nel programma espositivo “Terre degli Uffizi” ideato dalla museo fiorentino e dalla fondazione CR Firenze. La celebre effigie dell'Alighieri sarà esposta nel territorio di San Godenzo dove l'anno giugno 1320 Dante e altri esuli fiorentini si riunirono in assemblea nonché terra natale del pittore Andrea del Castagno del quale ricorre il seicentenario della nascita. L'affresco verrà esposto nella frazione di Castagno d'Andrea dove resterà fino al 23 agosto. Dante su cui pendeva una condanna a morte non farà più ritorno a Firenze e l'assemblea di San godenzo fu il suo ultimo momento in terra toscana. Il capolavoro di Andrea è uno dei più antichi ritratti e senz'altro il più iconico ad oggi pervenutici di Dante. L'affresco era originariamente parte di un ciclo pittorico dedicato a uomini e donne illustri del passato che ornava la villa di Legnaia appartenuta a Filippo Carducci gonfaloniere di giustizia della repubblica fiorentina. Il ciclo iniziava con le figure di Adamo ed Eva e comprendeva tre uomini fiorentini protagonisti della storia cittadina (Pippo Spano, Farinata degli Uberti e Niccolò Acciaiuoli) tre donne dell'antichità (la regina Tomiri, Ester e la Sibilla cumana) tre poeti toscani come Dante, Petrarca e Boccaccio. Nel 400 la villa gli affreschi vennero coperti da varie imbiancaturd fino ad essere dimenticate. Ritrovati nell'800 furono acquistati dallo Stato toscano governato dai Lorena. I nove personaggi illustri furono collocati agli Uffizi nei locali della chiesa di San Pier Scheraggio. —