Domani il bis del “conclave” che nel 1989 cambiò tutto

I passi in avanti (da gigante) della bionica negli ultimi trent’anni e gli orizzonti per il futuro: è questo l’argomento del “conclave” scientifico che l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna mette in agenda per domani (dalle ore 14): protagonisti alcuni tra i maggiori studiosi internazionali di bionica e robotica, sotto la guida di Paolo Dario, docente ordinario dell’istituto santannino, e di Giulio Sandini, “padre fondatore” dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Appuntamento on line sulla piattaforma Web-Ex e in diretta streaming sul canale YouTube della Scuola Sant’Anna.

Il riferimento è al workshop che proprio Paolo Dario e Giulio Sandini organizzarono nel giugno ‘89, insieme a Patrick Aebischer, prof emerito dell’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, per aprire una nuova strada che ha innovato in modo così forte la scienza e la tecnologia degli ultimi anni. Adesso, a distanza di 32 anni, due degli stessi tre organizzatori discuteranno con molti altri illustri colleghi su come la bionica sia diventata una disciplina centrale per sviluppare macchine e sistemi avanzati ispirati al mondo vivente. Non solo: sarà anche l’occasione per ripercorrere il contributo scientifico che nella sua carriera scientifica ha dato il prof. Dario, uno dei padri della bionica e della biorobotica in Italia e in Europa.


«Cosa è successo dopo il nostro workshop del 1989? Lo vedremo con l’evento del 27», dice Dario. «Ma è certo che la Bionica ha generato nuova ricerca di frontiera, nuove tecnologie, ispirato e educato molti giovani mediante corsi accademici ufficiali di grande successo, favorito la nascita di nuove riviste scientifiche, e di più».

Dopo i saluti di Maria Chiara Carrozza, presidentessa del Cnr, il workshop sarà organizzato attorno a due tavole rotonde che affronteranno i due filoni principali della ricerca bionica: “bodyware” e “mindware”. Ne discuteranno scienziati di centri statunitensi (Stanford, Mit, California), di atenei asiatici e di istituti italiani come Atsuo Takanishi, Toshio Fukuda, Rodney Brooks, Marc Raibert, Massimo Bergamasco, Kenneth Salisbury, Antonio Bicchi, Danilo De Rossi, Pietro Morasso, Neville Hogan, Ferdinando Mussa-Ivaldi, Giuseppe Casalino, Concetta Morrone, David Burr, Ruzena Bajcsy, Tomaso Poggio e Blake Hannaford.