«Sarah uccisa non è soltanto cronaca nera: dice molto di noi»

Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni presentano il libro sulla storia di Avetrana

Nuovo appuntamento oggi alle 17 per “Little Lucy - Un festival letterario piccolo così” alla Libreria Sopra la Penna della poetessa Alba Donati, nel borgo di Lucignana (Coreglia Antelminelli). Flavia Piccinni con Carmine Gazzanni presenterà “Sarah. La ragazza di Avetrana”, libro in cui si ripercorre una delle vicende più tragiche degli ultimi anni. Un romanzo verità, la ricostruzione di come la quindicenne Sarah Scazzi, scomparsa dalla sua cittadina del Salento, fu trovata morta in fondo a un pozzo.

Flavia Piccinni, perchè ha voluto raccontare proprio la storia di Sarah Scazzi, cosa l'ha appassionata?


«È stato il caso di cronaca nera che più ha influito sull’immaginario collettivo degli ultimi anni. E conteneva tutto ciò che ci interessava: la Puglia nei suoi meandri più arcaici e rurali, la trasformazione di persone qualsiasi in personaggi televisivi, il processo mediatico, la famiglia come luogo di protezione e d’orrore, le indagini complesse e non prive di superficialità ed errori. Stiamo concludendo le riprese dell'omonimo documentario che andrà in onda su Sky in autunno in quattro puntate».

Come si è svolto il lavoro di indagine e di inchiesta?

«Abbiamo lavorato su tre fronti: facendo ricerche d’archivio, leggendo la mole spaventosa di documenti, oltre ventimila pagine, e incontrando tutti i protagonisti della vicenda. Il nostro approccio è stato laico: siamo partiti senza pregiudizi, siamo usciti pieni di domande. Nel libro ci sono esclusive. Per esempio è tornato a parlare dopo anni Michele Misseri, che ci ha affidato la sua storia biografica in fogli manoscritti. Dagli abusi subiti da bambino al suo difficile passato, ci ha aperto il cuore e il suo vissuto. E si è professato ancora una volta colpevole. Siamo sempre più convinti che siano numerosi e inquietanti i buchi neri nella vicenda. Adesso è nelle mani della Corte Europea dei diritti dell'uomo, cui l’avvocato Franco Coppi ha fatto ricorso mettendo a fuoco i legittimi dubbi della difesa. L’Italia dovrà presentare una memoria scritta. L’augurio è che il libro faccia riflettere. La triste storia di Sarah non è solo fatto di nera, dice molto di noi».

Come ha coniugato realtà dei fatti e narrativa?

«Da sempre la narrativa ama e si interseca con la realtà. La scrittura è strumento per arrivare a comprendere la cosa più misteriosa che esista: l'animo umano». —