In omaggio col Tirreno “La Toscana a tavola”: viaggio tra storie e ricette della tradizione

La copertina del raccoglitore e il primo numero

Da martedì gratis in edicola 18 uscite monografiche dedicate ai piatti e ai prodotti tipici della nostra eccellenza

Dalle acciughe ai dessert, la cucina toscana raccontata attraverso aneddoti e ricette, in omaggio allegate al Tirreno. Dal martedì al venerdì per cinque settimane, in diciotto uscite a partire da martedì 27 luglio, i nostri lettori in “La Toscana a Tavola” troveranno suggerimenti su come preparare al meglio alcuni piatti della tradizione ma anche qualche spunto più creativo.

Così, zuppe e crostini, pici e farro, triglie e polpi non avranno segreti, neppure in fatto di storia. Stiamo parlando delle grandi ricette della tradizione toscana, dei prodotti più gustosi e ricercati, assieme alle eccellenze della nostra cucina, contenuti in diciotto schede da collezione, che alla fine del percorso potranno essere unite all’interno di un raccoglitore anch’esso allegato gratuitamente al Tirreno.


Gli appassionati della buona tavola non solo avranno gli strumenti per fare bella figura con i propri commensali, bensì faranno un vero e proprio viaggio tra gusto e leggende dei piatti tipici che hanno costruito la nostra storia a tavola. Perché molto di un popolo e di un territorio si apprende anche attraverso le usanze gastronomiche. Dalle acciughe al tartufo, dai pici maremmani ai testaroli della Lunigiana, passando per i funghi, i salumi e tante altre specialità, sarà possibile apprezzare ancora di più le nostre radici mettendo a tavola con piacere amici e parenti.

Sarà divertente anche provare nuovi accostamenti e approfondire le conoscenze attraverso aneddoti, storie e racconti d’epoca sulle origini di ciò che si cucina.

Si parte martedì con “Cucinare le acciughe”, seguito dalla scheda sul lardo di Colonnata, quindi “Panzanella e altri sfizi di pane” infine “Tutta la bontà dei pici”. La settimana successiva ripartiremo con zuppe e minestre, seguita dal tartufo, da “Ravioli, tortellini e tordelli”, infine il Mucco pisano. Quest’ultimo, una razza bovina molto in auge dai primi dell’Ottocento che deriva dall’incrocio della razza Schways (Bruna Alpina) con popolazioni locali, con la Chianina, l’Olandese e la Durham.

Originaria della zona compresa fra la Tenuta di San Rossore, San Giuliano Terme, Ponsacco e Migliarino, oggi viene impiegata come ingrediente, quando in realtà prima ancora dell’avvento dei trattori trovò il suo sviluppo nei campi.

La terza settimana sarà all’insegna di “Crostini e bruschette”, farro, cinta senese e funghi. Quindi: triglie, “Francesina e altre frittate”, testaroli e company (panigacci, pattona e altre specialità lunigianesi), polpi e seppie. Si chiude la raccolta con selezioni vegetariane e dessert.

Fra i protagonisti dolci troviamo i brigidini, quei trastulli (per dirla all’Artusi) risalenti al Trecento, quando Brigida partì dalla natia Svezia per andare in pellegrinaggio a Roma. Di passaggio a Lamporecchio, decise di omaggiare gli abitanti con queste piccole cialde realizzate con il poco che avevano a disposizione. —