Ballantini, da "Balla" a Dalla: «Sul palco porto un pezzo di cuore»

Dario Ballantini e la “trasformazione” grafica da Dario Ballantini a Lucio Dalla

Dario Ballantini, giovedì 22 luglio, a Manciano: «Mi trasformo nel mio idolo: il massimo»

MANCIANO. «Storia di un’imitazione vissuta». Non ci può essere sottotitolo più azzeccato per lo spettacolo “Da Balla a Dalla” con cui l’imitatore livornese Dario Ballantini omaggia il grande cantautore bolognese Lucio Dalla scomparso nove anni fa.
Giovedì 22 luglio, (inizio alle 21,30) lo spettacolo apre l’undicesima edizione del Manciano Street Music Festival nel parco pubblico Giuseppe Mazzini di Manciano, in provincia di Grosseto. E lo spettacolo rappresenta davvero un importante pezzo della storia artistica dello showman reso noto da Striscia la Notizia, ma che ha anche un volto completamente diverso com,e apprezzato pittore.

«In “Da Balla a Dalla” – racconta Dario Ballantini – è contenuta gran parte della mia formazione artistica e la mia vita di adolescente: ai tempi del liceo Lucio Dalla era il mio beniamino e il mio eroe, sapevo tutto di lui e conoscevo tutte le sue canzoni. E poi lo testimoniano le pagine dei diari in cui disegnavo il suo volto».

Poteva essere un bel ricordo da rispolverare ogni tanto con nostalgia ma lei ha avuto la fortuna di conoscere il suo eroe dell’adolescenza e di potergli consegnare quei diari come prova di una passione genuina e di lunga data.

«Ma la vera apoteosi per me – spiega ancora Ballantini – è stata quando Lucio Dalla è andato alle mie mostre ed è diventato fan dei miei quadri: penso che non avrei potuto desiderare di più».

Nell’album dei suoi ricordi più preziosi c’è anche un evento dal vivo in cui la sua arte e la musica di Dalla si sono unite in uno spettacolo da brividi.

«Era il 2009 – ricorda Ballantini – e grazie alla Triennale Bovisa di Milano ebbi la possibilità di organizzare una mostra dedicata ai miei primi venticinque anni di carriera divisa tra televisione e pittura.

Lo invitai per fare una performance insieme e mentre io dipingevo un grande quadro dal vivo davanti al pubblico lui incantò tutti con la sua pianola e i suoi più grandi successi reinterpretati come solo lui sapeva fare. Fu un momento davvero magico».

Proprio come atto d’amore verso Dalla e il suo repertorio è nato questo spettacolo che gira teatri e festival e che rapisce con le trasformazioni di Ballantini in Dalla che avvengono davanti agli occhi degli spettatori.

«Sul palco c’è il camerino aperto di legno che mi fece mio padre quarant’anni fa, è un po’ vintage ma in questo modo il pubblico può vedere anche la fase della mia trasformazione. Ovviamente non sono i tempi del trucco televisivo: in trenta secondi sono pronto anche se dietro c’è comunque un lavoro maniacale».

E a proposito di televisione, c’è una curiosità...

«Già, non ho mai fatto Dalla in tv, ma sempre e solo in teatro e negli spettacoli».

Oltre al trucco e all’abbigliamento la voce, fedelissima all’originale, fa rivivere in scena il mito musicale di Dalla in questo spettacolo scritto e cantato da lei per la regia di Massimo Licinio e la direzione musicale di Francesco Benotti.

«È un viaggio in un repertorio immenso – dice l’artista livornese – ma se dovessi scegliere un pezzo in particolare direi che sono legato a “Quale allegria” perché quando dice “cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino” ci leggo un po’ la mia vita e il mio percorso artistico».

Il Manciano Street Music Festival è organizzato dall’associazione culturale “Diego Chiti”. Oltre all’apertura di stasera con Ballantini domani arriva Paolo Jannacci con la sua band, sabato concerto gratuito di Eugenio Finardi e domenica chiusura con il concerto del trentennale dei Modena City Ramblers.

Necessaria la prenotazione nominativa per rispetto delle normative antiCovid. Per acquistare il biglietto è possibile inviare un messaggio Whatsapp ai numeri 339 5208601, 339 3074206 e 339 3029344. Info www.mancianostreetmusicfestival.com e pagina Facebook Manciano Street Music Festival.

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