Una notte di note: “Jesus Christ” rivisto da Bollani

Stefano Bollani

Stasera, mercoledì 21, concerto in piazza Santissima Annunziata a Firenze «Sarà uno show solitario, cerco l’intimità col mio pubblico»

Sostiene Stefano Bollani che non c’è niente di meglio per un musicista jazz che sedersi al pianoforte e iniziare a improvvisare. Anche per sciogliere i muscoli e entrare in sintonia col pubblico. Che così non si aspetta nulla di preciso e non resta deluso. Però che è anche un privilegio (lui diplomato al Conservatorio Cherubini) misurarsi col repertorio classico, Gershwin, Prokofiev, Ravel: «mi emoziono quando devo suonare le note esatte di una partitura, non sono più abituato». Le due cose in qualche caso coincidono. Allora il piacere di ascoltare Bollani sono le sue invenzioni, il suo divagare solido su un canovaccio altrettanto solido, la sua smisurata maestria capace di misurarsi con questo e quello, di rimettere tutto in gioco, di fantasticare su un tema, perderlo e riprenderlo, in una continua oscillazione, un moto perpetuo diabolico e affascinante. L’ultimo Bollani va in scena stasera a Firenze, in piazza Santissima Annunziata nell’ambito di Musart Festival, dove sbarcano le “Variations on Jesus Christ Superstar”, versione inedita e strumentale del celebre musical firmato da Andrew LIoyd Webber & Tim Rice, ma che custodisce al suo interno, come un tesoro, la partitura originale.

«Ho scelto questa forma in solitaria – spiega Bollani – perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me, perché una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima». Nato come album il progetto arriva ora sulla scena e si trasforma in una performance trascinante. Non bisogna però aspettarsi una trascrizione intera. Bollani si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito ritmico formato dalle tante tradizioni, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio, libero ed esplosivo quanto rigorosamente puntuale. «Avevo solo 14 anni quando vidi per la prima volta il film – racconta Bollani – e fu un’esperienza travolgente: mi innamorai subito della musica, della storia, dell’atmosfera, delle scene e imparai presto tutte le parole dei testi: per sedermi al piano però ho preferito aspettare”. In apertura di serata, alle ore 18, nel Chiostro dell’Università Tiziano Barbieri (contrabbasso) e Jimmy Villotti (chitarra) inaugurano la rassegna “Adesso tocca a me”, dedicata ai grandi “session-men”. Inizio concerto ore 21. Biglietti ancora disponibili online sul sito www.musartfestival.it. Info 055 210804. —


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