Dante al centro della serata con Lucia Poli e Giulio Ferroni

L’attrice fiorentina Lucia Poli stasera al Pro Patria nell’ambito del festival “Piombino in arte”

L’incontro si svolgerà alle 21 al Pro Patria Mostra di Caruso dalle 18 a Palazzo Appiani

PIOMBINO. Recital di Lucia Poli e intervento di Giulio Ferroni stasera alle 21 nello spazio dell’ex Asilo Pro Patria. La serata è incentrata su Dante ed è inserita nella quinta edizione del festival Piombino in arte, realizzato con la direzione artistica di Cinzia Demi.

In questo contesto, da oggi al 31 luglio Palazzo Appiani ospiterà la mostra di pittura e grafica Segni comunicanti, di Maurizio Caruso (orario 10-12 e 18-23).


L’inaugurazione della personale è prevista alle 18 con interventi del critico Luca Nannipieri e Fabio Canessa. Entrambi hanno recensito l’opera dell’artista calabrese.

La veduta dei bastioni, ma anche l’indole indomita di Napoleone e alcune ombre dantesche, saranno i soggetti di Caruso, nell’anno in cui si celebrano sia il bicentenario della scomparsa dell’ultimo imperatore sia il settecentenario di quella del sommo poeta.

L’esposizione rimarrà aperta sino al 31 luglio. Si entrerà nel vivo della serata alle 21, nel giardino dell’ex Pro Patria, dove si terrà un vero e proprio “Viaggio nel tempo e nei luoghi di Dante” con Giulio Ferroni, scrittore e accademico di fama, che parlerà de “L’Italia di Dante” (La nave di Teseo), e con l’attrice Lucia Poli, che inscenerà il recital “Il secolo di Dante”.

Durante il l festival sono previsti altri appuntamenti, alcuni dei quali si svolgeranno sulla terrazza dell’hotel Esperia. Sabato 24 luglio nella chiesa di San Cerbone, reading di poesia concluso da una messa.

Dopo quattro anni nel borgo medievale di Populonia, il festival estivo dedicato alla poesia e all’arte figurativa, dunque, si avvicina al mare e ritrova la sua anima portuale. In una nota gli organizzatori ricordano il ruolo svolto dall’associazione EstroVersi e definiscono la manifestazione «una delle poche toscane a non farsi scoraggiare dalla crisi pandemica per non perdere il contatto con le persone. Una comunità per definirsi tale - aggiungono – ha bisogno di una piazza in cui confrontarsi attraverso letture e dibattiti. E mai prima d’ora il contatto umano si era percepito indispensabile per fare cultura, per scambiarsi esperienze di vita e prospettive future gli uni con gli altri». —

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