Da Goya a Ricci e Batoni i grandi maestri del ‘700 in mostra ricordando Cybei

carrara. Tra le tante forme che può assumere il talento ce n’è una che più di altre merita di esser celebrata nonostante, o forse proprio per questo, rimanga talvolta nell’ombra. La capacità di coltivarne altri, di talenti, di intuire nell’altro il genio e contribuire a renderlo immortale. E, nel nostro caso, anche la capacità di creare luoghi per alimentarlo, il genio, proiettando se stessi e ciò che si fa oltre se stessi. È quello che sapeva fare Antonio Cybei, scultore, abate, praticante di pittura e primo direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Immerso nell’arte del Settecento, oltre al bianco del marmo della terra dove è cresciuto amò i colori dei dipinti conosciuti nei suoi viaggi. E proprio quelle suggestioni pittoriche da venerdì saranno ricreate nell’allestimento della mostra “Goya, Boucher, Ricci, Batoni e i maestri del’700 nelle città del Cybei” curata da Marco Ciampolini e visitabile fino al prossimo 10 ottobre al Museo Carmi di Villa Fabbricotti a Carrara.

Più di cinquanta dipinti per dare una rappresentazione completa dei generi artistici della pittura nel Settecento, dagli episodi storici a quelli religiosi, dall’allegoria alla mitologia, dal ritratto alla scena di genere, dalla veduta al capriccio. Opere spesso sconosciute, dimenticate o difficilmente accessibili: 16 inedite, 7 mai studiate in sede scientifica, 10 esposte per la prima volta e 4 provenienti da enti pubblici o istituzioni museali poco note. L’esposizione, in contemporanea e in contiguità con la grande mostra dedicata alle sculture di Cybei, illustra il clima artistico di un’epoca in cui gli artisti si muovevano tra il Ducato di Modena, di cui faceva parte il Principato di Carrara, e il resto d’Italia, da Roma a Torino, da Pisa a Napoli, tutti luoghi frequentati dallo scultore. Il Carmi ospiterà una Sacra Famiglia di Pompeo Batoni, due importanti tele a tema religioso di Giovanni Battista Tempesti – Lot e le sue figlie e San Ranieri in preghiera – un Soggetto Allegorico di Sebastiano Ricci, un capriccio con rovine romane del ricercato vedutista Giovanni Paolo Pannini accanto a Salvataggio di un ragazzo in balia delle onde, l’imponente ciclo delle quattro stagioni di Francesco Corneliani.


Cybei non è tra i personaggi più noti del Settecento artistico italiano anche se lavorò nei più importanti luoghi d’arte d’Europa. Nel 1770, quando a Carrara nasceva l’Accademia, ne divenne direttore. E il suo talento prese forma “dando forma” alla città del marmo attraverso la sensibilità dell’artista ma, le conoscenze dello studioso dell’arte e le capacità del costruttore di legami nel nome del bello. Una lezione, la sua, grazie alla quale ancora oggi l’Accademia, promotrice della mostra con il Comune di Carrara, si alimenta e cresce. –

Valentina Landucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA