Fra nuvole e solitudine con Tofani Baldanzi sui sentieri dei partigiani

Il viareggino Nelli punta su ritmo e suspense per raccontare una storia di bullismo e rivalsa

Cristina Bulgheri

Ancora tre uscite “made in Tuscany” nelle vetrine delle librerie: tre nuovi libri che spaziano dalla storia partigiana – recuperata da Simona Baldanzi attraverso un cammino reale e metaforico declinato come ritorno alla vita – allo sfaccettato tema del bullismo, affrontato con un’ottica adulta dal viareggino Divier Nelli e con gli occhi dei più piccoli da Stefano Tofani, scrittore pisano che torna sugli scaffali con il prequel del suo fortunato “Sette abbracci tieni il resto”.


il cielo di ernesto

Gli abbracci erano quelli con cui il dodicenne Ernesto ripagava le attenzioni dell’amata nonna divenuta, dopo la separazione dei genitori, il baricentro della sua vita. Un faro destinato a spegnersi per colpa di un incidente d’auto nel quale lo stesso protagonista riporta conseguenze tali da renderlo zoppo. Tofani, che aveva lasciato i suoi lettori curiosi di sapere che cosa sarebbe accaduto dopo, li ha invece spiazzati riavvolgendo la storia di Ernesto e raccontando l’estate tra la quinta e la prima media, a caccia di amici, proprio alla soglia di un’adolescenza complicata di per sé e aggravata dalla separazione dei genitori. A consolarlo nelle lunghe giornate un impensabile strumento capitato per caso nel suo cortile: un cianometro, serve per misurare il colore del cielo, giocare con le nuvole e provare a essere un po’ felici. Da cui il titolo “Nuvole zero, felicità ventitré” (Rizzoli) che identifica la cifra stilistica di Tofani: un linguaggio caratterizzato da immagini, refrain, parole chiave che ripropongono il parlato dei ragazzini e donano alla storia quel tocco di realismo unito a un sorriso sulle labbra.

perla e i bulli

E di realtà, concreta ma anche virtuale, si parla nel libro di Divier Nelli, dove una ragazzina sovrappeso è bersaglio continuo dei perfidi compagni di scuola. Si chiama Perla ed è la protagonista di “Posso cambiarti la vita” (Vallecchi). Un romanzo che parla del bullismo ai tempi del web, della crudeltà di certa adolescenza, della solitudine in cui vivono i ragazzi anche senza le limitazioni imposte dal Covid. Ma la storia che si sviluppa è intrisa di un ritmo e una suspense che coinvolgono il lettore fin dai primi capitoli. Tutto ruota intorno ad un misterioso personaggio (il cui nickname è Matryoshka) che compare improvvisamente nella vita di Perla attraverso una piattaforma social e ad una sorta di promessa-tormentone ( “Posso cambiarti la vita: faccio una cosa per te, tu una per me”) in virtù della quale la ragazzina può aspirare a una rivalsa nei confronti di chi ha deciso di prenderla di mira. E come sottofondo c’è anche un pezzo di Toscana. La vicenda si svolge infatti a Poggio in Chianti, immaginario paesino sulle colline di Firenze che fa da cornice a gran parte della storia.

in cammino con simona

All’area fiorentina appartiene Simona Baldanzi, sindacalista e scrittrice, che nel suo ultimo libro “Corpo Appennino. In cammino da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema” (EdicicloEditore) mette a confronto due estati: una tutta personale trascorsa in ospedale per un problema di salute e una di più largo respiro che riporta il racconto all’estate del 1944 quando si consumano le più feroci stragi naziste sul territorio italiano. La memoria allora si fa cammino reale, itinerario dell’anima e del corpo, verso la riappropriazione della propria libertà attraverso la Storia, il sacrificio, l’impegno civile. Ecco dunque il percorso che lega Monte Sole, teatro delle stragi del settembre ottobre 1944 (nei pressi di Marzabotto) a Sant’Anna di Stazzema, altro scenario della violenza nazista (12 agosto 1944): una camminata in gruppo, un percorso di monti per sanare ferite moderne e ferite antiche, per trovare le energie e ripartire, per combattere sotto la bandiera del non stare a guardare ma piuttosto dello sporcarsi le mani. —

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