Performance anarchiche e ribelli nella retrospettiva di Chiara Fumai E i video sul futuro di “After us”

PRATO. «La mostra qui al Pecci è molto più metamuseale della “prima” al Cac di Ginevra, perché la struttura delle sale, ma anche il diverso allestimento hanno reso più leggibile il lavoro di Chiara», così Francesco Urbano Ragazzi, fra i curatori della retrospettiva di Chiara Fumai, “Poems i will never release” allestita al Centro Pecci di Prato, fino al 3 ottobre.

Si tratta del secondo step di un progetto europeo, per rivisitare la ricerca dell’artista, senza disperderne il patrimonio ma anzi farlo conoscere sempre più. Al debutto a fine 2020 al Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra, la retrospettiva andrà poi a La Loge di Bruxelles e alla Casa Encendida di Madrid.


Una mostra molto complessa, ma molto efficace per un’indagine più ampia su una personalità creativa molto particolare, che usa linguaggi diversi della performance e dell’estetica femminista del XXI secolo. Ogni sala è una performance di Chiara Fumai, sempre impegnata a ribellarsi al pregiudizio verso un’artista donna, fino all’atto più estremo a 39 anni. Nelle sale ecco la sua minaccia, la rivolta, la violenza ma anche la noia, per mettere a disagio, ma sopratutto per far conoscere i suoi ideali di femminismo anarchico. In mostra due spazi domestici, due capolavori dell’artista, “The Moral Exhibition House” allestita per la prima volta nel 2012 a Documenta 13 di Kassel, e “Casa museo” 2011-17, con abiti e oggetti di scena, libri e dischi in vinile, una parte dell’archivio conservato a Bari da The Church of Chiara Fumai, incaricato di preservarne la memoria e il patrimonio. Fra i wall drawings, ecco “This last line can not be translated”, per il Premio New York vinto nel 2017. Il catalogo è, curato da Francesco Urbano Ragazzi, Milovan Farronato e Andrea Bellini, per Nero Editions.

Ed ancora al Pecci, una terza mostra, fino al 6 giugno: “After us” una rassegna video sul tema del futuro a cura dell’artista tedesco Julian Rosefeld, un progetto di Fondazione In Between Art Film, con le opere di George Drivas, Eva Giolo, Adelita Husni-Bey, Hiwa K, Polina Kanis, Valentina Knezevic, Alyona Larionova, Masbedo, Agnieszka Mastalerz, Thao Nguyen Phan, Stefanos Tsivopoulos e Driant Zeneli. Nei video sono analizzate problematiche attuali come migrazione, perdita e sfollamento, identità e alienazione, nostalgia e memoria, controllo e sorveglianza, populismo, verità e manipolazione. —