«Calvino e Rodari insegnano Orwell è sempre attuale Shakespeare mi commuove»

Elena Torre

Non esiste il libro della vita, secondo Daniela Morozzi, fiorentina, 52 anni, attrice poliedrica che spazia dal teatro alla televisione al cinema. Per lei esistono i libri che segnano momenti della vita. “Ogni tempo, – racconta – ogni periodo è segnato da letture che corrispondono alla tua ricerca che per sua natura si evolve, che ti impongono riflessioni nuove a cui non avevi pensato. Tranne i classici che andrebbero forse riletti ciclicamente perché la loro complessità necessita una comprensione continua e sempre nuova che è possibile solo con un approfondimento incessante. Seleziono solo una piccolissima parte dei libri della mia vita, li ho scelti perché mi sono appartenuti e perché li ho riscoperti recentemente, letti in questo tempo fragile. Dove tutto anche dentro di me sta cambiando.


Lettura in corso

«“Dopo la pioggia” di Chiara Mezzalama indaga il modo in cui i vissuti sentimentali si intrecciano alla crisi climatica. La Mezzalama – dice Morozzi – indaga in un modo molto personale la crisi ecologica e la lega anche ad una crisi di un modo di vivere e relazionarsi che in fondo è legato alla distruzione dell’ambiente. Rapporti affettivi, sogni, ideali disattesi, ingannati, rimossi dei protagonisti sono intrecciati in modo indissolubile alla catastrofe ambientale, lo smarrimento, la violenza che facciamo a noi stessi quando rinunciamo al rischio di seguire ciò che amiamo si ripercuote inevitabilmente nel modo in cui oltrggiamo questo fragile pianeta, che al contrario dovremmo rispettare e ascoltare anche perché è l’unico sul quale possiamo dare vita al meglio di noi».

l’ha segnata di più

«Bè qui la risposta è parziale, sono tanti, troppi. Tutto Calvino sicuramente e in particolare “Le città invisibili”, mete immaginate e immaginarie ma così reali da sembrare possibili, sicuramente ci indicano possibilià nuove di pensare come e dove potremmo vivere, ci propongono viaggi infiniti che tutti noi possiamo compiere. “Quello che sta a cuore al mio amico Marco Polo – scrive Calvino ne Le città invisibili – è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che potranno valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi”».

Un libro da rileggere

«Quello che ho riletto è “1984” di Orwell. Un testo straordinario, che ci propone una visione che se avessimo ascoltato davvero, compreso ci avrebbe impedito di trovarci in questa situazione – dice l’attrice – Orwell secondo me aveva la capacità di leggere la complessità della vita umana, capacità che lo aveva spinto anche a prendere posizioni politiche precise, scelte coraggiose. Con lui capiamo che è solo comprendendo profondamente il nostro presente che possiamo mettere in atto un’idea di futuro, In lui da quando ero ragazzina ho trovato un maestro».

Insuperabile

«Rodari. L’ho riscoperto recentemente per un documentario e ho trovato in lui una capacità di parlare non solo al mondo dell’infanzia ma a tutte e tutti noi dei valori della vita, dove il gioco è salvezza. Il gioco nella sua accezione più alta, quello che ti insegna a trasformare un pezzo di legno in una barca, quello che usa l’errore per generare storie ancora più belle e incredibili, l’errore, dono sempre prezioso che Rodari ci insegna ad apprezzare. Con lui ridiamo dell’imperfezione, non la giudichiamo ma la svoltiamo in opportunità per creare il nuovo. Rodari sapeva parlare non solo della ma anche con la fantasia dei bambini. Visionario in ogni riga, propositivo e mai ideologico. E noi abbiamo bisogno di nuove visoni per ricostruire il nostro paese e il pianeta tutto».

mi ha insegnato

«Shakespeare. Tutto. E qui non c’è bisogno di aggiungere altro. Ha parlato dell’animo umano a noi umani come pochi. Scrittura e immaginazione mi sorprendono fino alle lacrime. In Shakespeare c’è tutto quello che dobbiamo sapere per comprendere noi stessi e gli altri». —

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