“Il suono del silenzio”, l’idea dei dj per dar voce ai lavoratori delle discoteche fermi da un anno

Nel suggestivo Teatro delle Rocce di Gavorrano un concerto live (ma senza pubblico) trasmesso in diretta sui social

GAVORRANO. Il silenzio può essere uno scrigno in grado di contenere allo stesso tempo grida, rabbia, sentimenti, facendo comunque sentire la loro voce. Era il 1964 quando Simon e Garfunkel ne cantavano la potenza nel pezzo “Il suono del silenzio” ed è proprio a quel capolavoro che si è ispirato il gruppo toscano Metempsicosi, che racchiude in sé svariati artisti del mondo delle discoteche pronti ad esibirsi in un live social per la festa del Primo Maggio che prenderà vita al Teatro delle Rocce di Gavorrano.

Non è un caso la scelta della data, né del luogo. «Mi sono innamorato da subito di quel teatro – dice Leonardo Brogi, uno dei fondatori di Metempsicosi che ha curato la direzione artistica dell'evento – Andiamo in scena il Primo Maggio per dar voce a tutti quei lavoratori dello spettacolo fermi da un anno: sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire». Questo è il suono del silenzio che andrà in scena oggi. Il silenzio è l'assenza di concerti, spettacoli e serate danzanti che ormai ha preso campo dall'inizio della pandemia. Il suono, invece, è quello che nasce dalle tensioni che attraversano i lavoratori del settore.


«Il progetto #ilsuonodelsilenzio – spiegano da Metempsicosi – nasce da una necessità e cerca di attirare l’attenzione del pubblico e delle istituzioni su una tematica molto delicata in una data in cui si dovrebbe celebrare proprio il lavoro. L'evento porterà quindi la bandiera di tutto il mondo delle discoteche che non vede attivi i soli gestori di locali ma artisti, service audio e luci, staff, bartender, agenzie di comunicazione e tante altre aziende e soggetti che gravitano più o meno attivamente nell’ambiente».

Non solo: l'evento è rivolto anche ai giovani. «Noi siamo a contatto con loro e sentiamo la sofferenza in questo momento – dice Brogi – Sono chiusi in casa da un anno eppure continuano a essere indicati come untori del virus, quando ormai è assodato che non è così». Eccoli allora gli artisti pronti a susseguirsi al mixer: Mario Più, Ricky Le Roy, Joy Kitikonti, 00Zicky, Franchino e Luca Pechino, accompagnati dal celebre performer Principe Maurice. Un mix tra protesta e voglia di normalità, pronto ad andare in scena al Teatro delle Rocce, dove già nei giorni scorsi hanno preso il via le prove. Non sono poche le persone che da Gavorrano si sono affacciate alla finestra nel vedere – finalmente – il fascio di luce rialzarsi dal cuore della collina.

Brogi ha conosciuto il Teatro quando collaborava con la discoteca Il Tartana e se ne è innamorato subito. Tramontata la possibilità di organizzare lì alcuni eventi in passato, Brogi grazie a un amico è tornato a farsi avanti con il Comune, trovando le porte aperte.

«Il sindaco Andrea Biondi è un sindaco giustissimo – dice il direttore artistico – In proporzione, ricorda il sindaco di Rimini. Ha accolto subito la nostra proposta, capendo che era rivolta ai giovani». Tant'è che l'amministrazione di Gavorrano ha deciso di patrocinare l'evento, già sostenuto da tutte le associazioni di categoria del settore. L'appuntamento è per oggi alle 19 per due ore no stop di musica trasmessa via social. «Come Metempsicosi non abbiamo mai voluto fare un live social, perché la musica deve essere ballata e allora servono le persone dal vivo – spiega Brogi – Ma vista la situazione, abbiamo deciso che era arrivato il momento». Resta però il rimpianto di poter finalmente esibirsi in quel palco che tanto ricorda gli antichi teatri greci, ma senza pubblico. «I gradoni che ospitano i posti per gli spettatori sono stati concepiti per seguire l'andamento del fronte fino a fondersi in maniera unica e suggestiva nei punti di contatto con la parete rocciosa – prosegue la presentazione dell’evento – Gradoni che saranno però vuoti per l’occasione in quanto il protrarsi dell’emergenza sanitaria, non consente ancora al settore di poter operare in sicurezza».

Uno dei tanti gridi di dolore che oggi saranno racchiusi nel silenzio. «Il settore dello spettacolo nel 2020 si è trovato di fronte a uno stop che ha causato ingenti perdite e ricadute sui lavoratori del comparto – conclude Brogi – si parla di un calo di fatturati e occupazione che va ben oltre l’80 per cento con effetti logicamente devastanti sulle attività». —

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