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Vacanze, il manager di Airbnb: «Ci sono 6 località toscane tra le 25 più ricercate in Italia»

Giacomo Trovato ci spiega come cambia la maniera di viaggiare e i comfort richiesti da chi vuole prenotare una casa in affitto. Le previsioni per i borghi e per le città d'arte

Come per l’estate del dopo lockdown 2020, il rifugio delle vacanze saranno le «case isolate, grandi, soprattutto con piscina e connessione internet. Ricercate come luoghi di svago e lavoro». La destinazione dei sogni resta il mare, ma quest’anno anche «una dimensione rurale». L’importante è che garantisca evasione, fuga e sicurezza. E in Italia, a stare ai dati sulle ricerche degli utenti registrate da Airbnb nei giorni di Pasqua, la Toscana conta sei località fra le 25 più desiderate dagli italiani. «Maremma e Versilia sono le mete più ambite e cliccate».

E se negli alberghi stanno crollando le richieste, il gigante mondiale delle prenotazioni online di alloggi privati non solo registra un boom, ma anche una trasformazione epocale. «La pandemia e le sue conseguenze socio-economiche – dice Giacomo Trovato, country manager di Airbnb Italia – hanno stravolto il modo di viaggiare, che non sarà mai più come prima. Se l’anno scorso il 25% dei nostri utenti ha affittato una casa o una villa coniugando vacanze e smartworking, quest’anno è quasi un utente su due a dichiarare di volerlo fare. È un segno: anche quando torneremo alla normalità, il lavoro in ufficio non sarà più il modello dominante».

Giacomo Trovato


Cosa è cambiato negli italiani dopo un anno di pandemia?

«Restare un anno bloccati in casa ha prodotto effetti molto forti sulla psicologia delle persone. Non sono solo i dati sulle ricerche a dircelo ma anche un sondaggio che abbiamo realizzato per capire come si posiziona il desiderio di viaggiare nella scala delle attività di evasione. È diventato un bisogno represso. Il 47% dice che viaggiare è il desiderio più grande, il 26% sogna di poter tornare al ristorante, solo il 16% al cinema e il 10% in palestra o in piscina. E il 51% vuole completare la pianificazione della vacanza. Ma attenzione, pianificare non significa prenotare, ma decidere la destinazione e il tipo di alloggio»

E quando cominceranno a prenotare davvero?

«L’anno scorso è successo a metà maggio. Quest’anno in Inghilterra è bastato che Johnson a metà febbraio annunciasse il piano di riaperture per far esplodere le prenotazioni in Inghilterra. Dopo una settimana sono triplicate. Ci aspettiamo che succeda anche in Italia».

Quando e dove vogliono andare in vacanza gli italiani? E la Toscana come si colloca nelle ricerche?

«Tutti stanno cercando una sistemazione dal primo giugno al 31 agosto. A dominare l’immaginario è la regione che ha offerto l’immagine di maggiore sicurezza, la Sardegna. Ma la Toscana conta sei delle prime 25 località più ricercate: Castiglione della Pescaia (al settimo posto in Italia), Follonica (al decimo), Forte dei Marmi (14ª), Viareggio (15ª), San Vincenzo (16ª) e Marina di Pietrasanta (23ª). Sul podio ci sono Villasimius in Sardegna, Gallipoli in Puglia e San Teodoro ancora in Sardegna, poi San Vito Lo Capo in Sicilia, Alghero e la Costa Rei ancora in Sardegna».

L’Italia è ancora un tabù per gli stranieri?

«Per ora le ricerche sull’Italia arrivano prevalentemente dagli italiani, ma crediamo che non appena i Paesi cominceranno a riaprire le frontiere ripartiranno anche dall’estero».

L’anno scorso registraste un boom di persone a caccia di ville con piscina, immerse nella natura, isolate, dove poter trascorrere il tempo anche senza dover uscire. E per lunghi periodi, quasi fosse tornata in voga la villeggiatura anni ‘70. È ancora così?

«Sì, ma oltre a questo, quest’anno registriamo anche una voglia di evasione dalla realtà e di disconnessione. Il 29% dà proprio questa motivazione: un grande desiderio di disconnessione, legato al fatto di aver vissuto reclusi in casa. Poi domina ancora il bisogno di sicurezza, indicato dal 63%. Che significa distanziamento e pulizia, dunque alloggi sanificati, case isolate, se possibile immerse nella natura».

Che tipo di destinazione guida le scelte?

«Il 47% degli utenti cerca una località di mare, ma il 28% è orientato verso luoghi rurali, di montagna o campagna. E se vanno ancora per la maggiore case con piscina e giardino, il 19% dice di voler andare in agriturismo per evadere dal confinamento cittadino. E questo ci fa ben sperare per la Toscana dei borghi».

Ma con la pandemia gli italiani non si sono impoveriti?

«In quest’anno terribile, l’estate dell’anno scorso ha dato la possibilità alla popolazione di due province come Grosseto e Livorno e alla costa della provincia di Lucca di ridurre l’impatto dell’impoverimento. I proprietari hanno potuto mettere a reddito la casa. In queste zone ci aspettiamo che succeda di nuovo e di più. La domanda è tale che sarà un’opportunità anche per chi non l’ha mai fatto. C’è già una tendenza in corso».

In che senso?

«Molti dei nostri host, gli ospiti che mettono in affitto l’abitazione sul portale, si finanziano le vacanze in una casa di una località diversa da quella di residenza affittando la propria. E molti ci dicono anche che arrivano a fine mese proprio attraverso gli affitti brevi».

Quanti coniugheranno la permanenza in un luogo di vacanza con lo smartworking?

«L’anno scorso l’ha fatto il 25% di chi ha prenotato su Airbnb. Quest’anno si dice pronto a farlo il 49%. La pandemia ormai ha messo in discussione il modello di vita lavorativa legato all’ufficio. Anche quando torneremo alla normalità, la maggiore flessibilità geografica caratterizzerà la vita di molte più persone, e non solo perché le aziende si sono accorte che lo smartworking fa risparmiare sugli affitti».

Dunque, i turisti diserteranno ancora gli alberghi?

«Hanno sofferto molto. Spero che possano ripartire, ne va del tessuto turistico del nostro Paese».

Per le città d’arte è ancora buio totale?

«Per le città d’arte come Firenze, Siena e Pisa è stato un anno terribile. Ma con l’evoluzione della campagna vaccinale, e se dall’estero si ricomincerà a viaggiare con serenità anche in contesti affollati, allora si riprenderanno. Non si tornerà subito ai livelli del 2019, ma i primi segnali ce li attendiamo già nel 2021. Stimiamo a partire da settembre». –

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