Se un vecchio fumetto di Topolino previde la scomparsa di Majorana

L’originale romanzo di Ciardi sul fisico nucleare, mentre Giorello indaga la filosofia di Tex

Fabio Canessa

La sera del 25 marzo 1938 il fisico Ettore Majorana si imbarcò a Napoli su una nave diretta a Palermo e da allora non se ne trovò più traccia. La sua scomparsa rimane uno dei misteri irrisolti più affascinanti del Novecento, sul quale indagarono fior di intellettuali.


l’inchiesta di sciascia

Su tutti un maestro come Leonardo Sciascia, del quale quest’anno si celebra il centenario della nascita: nel saggio “La scomparsa di Majorana” (pp. 113, Adelphi, 10 euro) ipotizzò che lo scienziato si fosse ritirato dal mondo perché «aveva visto la bomba atomica» e non voleva contribuire all’utilizzo dell’energia nucleare come arma distruttrice. Secondo la ricetta tipica di Sciascia, il libro è una perfetta fusione di saggistica e narrativa: una ricerca accurata su un caso storico, raccontata però come un romanzo poliziesco innervato da una robusta tensione etica.

PROFETICO topolino

Tra le soluzioni proposte via via nel tempo si va dal suicidio alla fuga in Sudamerica, dal ritiro in convento al trasferimento in una potenza straniera (e c’è anche il solito grullo che sostiene che fu rapito dagli alieni). Ma nessuno aveva mai messo in relazione la scomparsa di Majorana con un albo di Topolino uscito quattro mesi prima che il fisico si volatilizzasse: “Il mistero dell’uomo nuvola”, nel quale, guarda un po’ che coincidenza, uno scienziato di nome Enigm scopre la fissione nucleare e decide di nasconderla a tutti per evitare la catastrofe. Il nesso tra la storia a fumetti e la sparizione reale del professor Majorana si trova al centro di un insolito e originale romanzo, “L’uomo tra le nuvole” (pp. 116, Aras Edizioni, 11 euro), con il quale esordisce nella narrativa Marco Ciardi, docente di Storia della scienza e delle tecniche all’Università di Firenze. A scoprire la curiosa corrispondenza è un giovane giornalista in cerca di scoop per far appassionare i lettori agli argomenti scientifici. Marco Ciardi, convinto che «l’immaginazione è essenziale quando si fa una ricerca», lancia a briglia sciolta la sua e si scatena in un plot ricco di colpi di scena, inseguimenti, tunnel spazio-temporali e tipacci da action movie, compresa una timida love story. Il suo romanzo è un omaggio alla scienza e al fumetto. Non a caso è dedicato alla memoria del filosofo Giulio Giorello e del giornalista Pietro Greco, che hanno mandato a braccetto rigore scientifico e gusto della fantasticheria.

il filosofo tex

A confermarlo è appena uscito, postumo, l’ultimo libro di Giorello, “La filosofia di Tex e altri saggi” (pp. 146, Mimesis, 14 euro), che segue il percorso inverso al romanzo di Ciardi: dal fumetto alla scienza. Lettore accanito di Tex Willer, Giorello analizza il più longevo personaggio del fumetto italiano come “un grande mito”. Dichiara di essersi appassionato a Tex fin da bambino perché rappresentava «una quasi esagerata volontà di giustizia. Giustizia per tutti gli oppressi, qualunque sia il colore della loro pelle, la religione, il sesso», sempre coniugata con il valore della libertà. Intrecciando personaggi e fonti, Giorello cita Shakespeare e Poe per approfondire poi il lato fantastico e quasi horror del West bonelliano. La risposta è che Tex «resta un implacabile razionalista» che usa come criterio pratico «il giudizio della Colt». Però di notte, «intorno all’ultimo fuoco dell’accampamento», Tex diventa filosofo: dovendo fronteggiare i nemici in un luogo che dicono infestato dagli spettri, all’amico Kit Carson, scettico sul fatto che gli spiriti distinguano tra buoni e cattivi, risponde così: «Se gli Spiriti esistono, in qualità di esseri sovrannaturali devono saper leggere nel cuore degli uomini, e se invece non esistono non abbiamo nulla da temere». Giorello la giudica una «massima degna di Epicuro o di Lucrezio». Subito dopo comincia la sparatoria. —

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