Le lacrime e la dedica al babbo morto. Gaudiano vince fra le Nuove proposte

La lucchese Beatrice Venezi premia i “giovani”. Fiorello di nuovo mattatore anche nella performance di Lauro

Gaudiano con il brano “Polvere da sparo” vince il Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte. Secondo Davide Shorty con il brano “Regina”, terzo Folcast con “Scopriti”, quarto Wrongonyou con “Lezioni di volo”. Questo il primo verdetto del Festival che ieri ha aperto la quarta serata. A votare sono stati chiamati la sala stampa (33%), la giuria demoscopica (33%) e il pubblico con il televoto (34%). Assai commosso il vincitore Gaudiano, foggiano, 30 anni compiuti a dicembre, che ha dedicato la vittoria al padre scomparso due anni fa per un tumore.

Va a Wrongonyou il premio della critica “Mia Martini” per le Nuove Proposte. Davide Shorty vince invece il premio della sala stampa intitolato a Lucio Dalla. Ad affiancare Amadeus durante la finalissima delle Nuove Proposte, la lucchese Beatrice Venezi prestata per una sera dalla grande musica al palcoscenico “leggero” dell’Ariston. Venezi, rifiutando la specificazione di genere, ha detto di voler essere chiamata direttore d’orchestra e non direttrice, poi ha partecipato con spigliatezza alla presentazione e alla premiazione dei quattro “giovani” in gara.


Cambio di co-presentatrice – esce Venezi ed entra l’inossidabile Barbara Palombelli che, stuzzicata da Fiorello, rivela di chiamare “cucciolo” il marito Francesco Rutelli – e parte la carica dei 26 Big. Apre la gara Annalisa che con la sua “Dieci” è fra le più accreditate almeno al podio finale. Aiello strilla “Ora”, poi sono i Maneskin a scaldare la serata con una tiratissima “Zitti e buoni” a tutto rock.

Fiorello, dopo la serata di giovedì in cui ha tirato un po’ il fiato, sembra in ottima forma e ci fa ridere di gusto con le sue “informazioni culturali” dedicate questa volta, con salace eleganza, al sesso degli animali. «Ora non voglio fare il Greto Thunberg, ma dire che gli animali vanno amati», chiosa poi lo show man.

Scorrono Noemi, Orietta Berti, Colapesce Di Martino, intanto Amadeus ci fa sapere che i giochi per la vittoria finale non sono ancora fatti. «In testa c’è, fin dalla prima serata, Ermal Meta ma la classifica è corta, i distacchi tra le posizioni nella parte alta sono davvero minimi, intorno a mezzo punto percentuale», dice il direttore-conduttore. Che di lì a poco è affiancato da Zlatan Ibrahimovic il cui copione non si discosta da quello delle serate precedenti: «Mi hai paragonato a un supereroe – dice truce ad Amadeus – Mi hai sottovalutato». Ma a strapparci un sorriso ci pensa Max Gazzè che dopo la barba alla Leonardo da Vinci dell’altra sera arriva sul palco con un paio di baffi alla Salvador Dalì per cantare “Il farmacista”.

Fra una Palombelli e un Ibra ci si rinfranca ballettando con “Mai dire mai (La locura” di Willie Peyote, già considerato una delle rivelazioni di questo Festival e fortemente candidato almeno al premio della critica. Mentre Malika Ayane esalta la sua splendida voce con “Ti piaci così”, un’occhiata ai social dove sotto l’hastag Sanremo 2021 corre il terrore: la serata finirà alle 2,39. Qualcuno, scaletta alla mano, ha fatto due conti (difficile dire se esatti): «Durata canzoni Campioni: 90 minuti. Durata delle pubblicità: 54 minuti. Durata canzoni Nuove proposte: 14 minuti. Durata per ospiti, spalle, sketch, lanci e altro: 170 minuti. L’opulenza, ma anche la vacuità, della scaletta», è il post che scatena l’ironia e la disperazione fra chi è collegato con l’Ariston.

Una chitarra elettrica che, citando Jimi Hendrix, intona in distorsione Fratelli d’Italia e la Marcia nuziale introduce il “quadro” di Achille Lauro basato sulle due canzoni con le quali ha partecipato al Festival. Fra baci al chitarrista e dimenamenti in un costume completamente bianco, la sorpresa davvero gustosa è Fiorello vestito in puro stile Lauro, con tanto di una sorta di corona di spine in testa, che canta “Rolls Royce” con Achille. Poi resta immobile sul palco – in quanto quadro – finché non viene portato via di peso.

Dal glam al queer il passo può anche essere breve. Ecco allora La Rappresentante di lista, e al secondo ascolto la loro “Amare” conferma tutte le sue potenzialità. Non vincerà, ma la ascolteremo a lungo. Così come sentiremo ancora parlare di Madame che con “Voce” chiude la prima parte della serata. —

R.S.

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