Il Biancone si rifà il trucco, sarà spento per due settimane

i lavori di manutenzione alla statua del Nettuno a firenze 

Gabriele Rizza

Il 25 marzo 2019 fu festa a Firenze. Il cantiere che per due anni aveva oscurato la Fontana del Nettuno in piazza della Signoria, veniva smantellato. Così il “Biancone”, il nome con cui i fiorentini fin da subito la battezzarono, ritrovava la sua centralità a lato di Palazzo Vecchio. Finalmente libera da transenne la statua dell’Ammannati si poteva ammirare nel suo originario splendore, esaltato dalla purezza del marmo e dalla corona dei nuovi giochi d’acqua creati per l’occasione.


La costruzione risale alla seconda metà del Cinquecento, quando Cosimo I de’ Medici bandì un concorso per realizzare quella che sarebbe diventata la prima fontana pubblica della città. In molti, fra i maggiori nomi del tempo, risposero all’appello, dal Giambologna a Vincenzo Danti, dal Cellini al Bandinelli. Ma a prevalere fu il progetto dell’Ammannati che meglio degli altri si poneva come “allegoria della potenza fiorentina sui mari e del governo delle acque attuato dal duca nel territorio toscano”, primo fra tutti la progettazione del porto di Livorno.

L’inaugurazione ufficiale cadde il 10 dicembre 1565, in concomitanza con le nozze di Francesco I con Giovanna d’Austria. Ora, per 15 giorni a partire da oggi, il Biancone, richiude i battenti. La fontana, spiega Palazzo Vecchio, ha bisogno infatti di periodici interventi di ripulitura per rimanere in stato di salute ottimale. Gli interventi prevedono lo svuotamento della vasca, il trattamento antiruggine sulle ringhiere, la verifica delle superfici bronzee e lapidee, la pulizia dagli infestanti e dallo sporco, la stesura di nuovi trattamenti protettivi sui marmi, che tendono a perdere efficacia dopo pochi anni, e il controllo degli impianti idrico ed elettrico. —

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