«All’inizio fu Corto Maltese poi il mare di Izzo e la scoperta degli autori del Nord Europa»

Elena Torre

Dario Vergassola è comico, cabarettista, umorista, attore teatrale, autore di testi, scrittore, personaggio televisivo che, soprattutto nei programmi con Serena Dandini, ha raggiunto una grande popolarità. Nato alla Spezia il 3 maggio 1957, vive alle Cinque Terre, e si è avvicinato alla lettura da ragazzo in particolare grazie ai fumetti: «Abitavo in un quartiere povero anche culturalmente – racconta Vergassola – e non c’era tanta gente che leggeva, ad entrare in libreria c’era un po’ da vergognarsi, a me hanno aiutato molto i fumetti, diciamo che ho preso la lettura un po’ alla larga e piano piano ci ho preso dimestichezza grazie a Corto Maltese e “Una ballata del mare salato”. Da lì è iniziato il mio amore per la lettura.


il libro di adesso

«In questi giorni sto leggendo un romanzo semplice e affascinante – dice Vergassola – si intitola “La carezza della mantide” scritto da un amico, Carlo Turati, un autore molto bravo, un po’ ruvido. Narra una bellissima storia in cui protagonista è un padre con due figlie da tirare su. Ne racconta le vicende, gli aspetti e tutti i problemi che ci sono».

il piÙ amato

«Per amare un libro l’importante è trovare una storia che ti coinvolga, che ti prenda, o uno scrittore che sappia catturarti – dice l’attore – Sicuramente uno scrittore in grado di affascinare è Jean Claude Izzo, drammaturgo francese autore della trilogia di Fabio Montale: “Casino totale”, “Chourmo” e “Solea”. Le sue storie sono ambientate a Marsiglia e in posti di mare, e io leggevo i suoi libri pensando a Manarola, poi nel tempo ho scoperto che lui amava camminare e che veniva proprio a Manarola, faceva le Cinque Terre a piedi e quindi mi ha fatto molto piacere questo riconoscimento».

la scoperta

«Mi viene da dire un libro che mi ha fatto fare qualcosa che non avrei creduto di fare: “Anime baltiche” libro di Jan Brokken, un giornalista che ti racconta di questi paesi baltici dei quali sapevo molto poco, e ti racconta cose talmente belle, a volte molto dure, ma che mi ha fatto venire voglia di prendere la macchina e partire per andare a visitare quei posti. Quando si potrà tornare a viaggiare – dice ancora Vergassola – consiglio di andare nei Paesi Baltici perché sono meravigliosi. Dopo la lettura ho colto l’occasione per visitare la Lituania sono andato a Vilnius per vedere la statua di Romain Gary uno dei romanzieri che mi piacciono di più, penso a “La promessa dell’alba”, “La vita davanti a sé”, un fondamentale, che va letto tutto. E poi sempre durante il giro sono finito in un posto chiamato Curlandia e sono andato a visitare la casa di Thomas Mann. Grazie alla lettura ho scoperto bellissimi posti, foreste immense un giro fuori dagli schemi».

QUELLO... DA SCRIVERE

«Come i Paesi Baltici anche la Cinque Terre sono un poso molto bello, ma non hanno una grande storia, così ho pesato di scrivere io cinque racconti tra la favola e la leggenda in cui sono protagonisti, sirene, acciughe, totani; racconti che sono piaciuti a Elisabetta Sgarbi e che pubblicheremo a marzo per Baldini & Castoldi con disegni di Mattia Simeoni. Si chiama “Cinque racconti per le Cinque Terre”».

quello da consigliare

«Difficile consigliare un libro, direi “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson, secondo me è un libro bellissimo che racconta la storia di una signora anziana che per tutta la vita si è finta ebrea e che arrivata a ottantacinque anni decide di raccontare quello che ha taciuto. Per non essere perseguitata in Svezia nel dopoguerra, lei, una rom, aveva vestito i panni di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbrück e da allora non era più stata Malika ma Miriam. Un libro intenso, scritto magistralmente, edito da Iperborea che amo proprio come editore, con queste edizioni strette e lunghe, e queste storie nordiche piene di fascino». —

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