Photolux Festival guarda al futuro raccontando i giorni della pandemia

Appuntamento a maggio sperando nelle riaperture. La Biennale di fotografia slitta invece alla primavera ‘22

Lucca. Un uomo col casco dell’ossigeno in testa si tiene ben saldo al letto di un reparto di terapia sub-intensiva. Per non mollare, nonostante il Covid gli stia togliendo il fiato. Poi c’è una donna. Maglietta a maniche corte guarda fuori dalla finestra ma il suo sguardo non incontra quello di nessun altro. La solitudine predomina e il Covid ce la impone.

Queste sono solo due delle fotografie che raccontano il periodo di pandemia nel quale siamo piombati da un anno ormai. Due delle fotografie che saranno protagoniste delle mostre organizzate dal Photolux Festival a Lucca e che saranno visitabili, se la situazione sanitaria lo consentirà, dal 28 maggio al 29 agosto. Le mostre infatti avevano già subito un rinvio a novembre proprio a causa delle misure anti-Covid previste in quel periodo. Ma nonostante tutte le difficoltà gli organizzatori della Biennale di fotografia sono andati avanti e ieri hanno illustrato il contenuto delle mostre che si terranno a Villa Bottini a Lucca. Annunciati inoltre le date e il tema per la prossima biennale, che si sarebbe dovuta tenere quest’anno ma che invece slitta alla primavera 2022. Le novità sono state presentate dal direttore artistico della manifestazione, Enrico Stefanelli e dalla coordinatrice e co-direttrice del festival, Chiara Ruberti. Presenti anche il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Marcello Bertocchini e altri rappresentanti istituzionali.


Le prima mostra collettiva – che si intitola “L’inizio del futuro” – è curata da Giulia Ticozzi e Arcipelago-19: con un’installazione audiovisiva di Cesura, ripercorre le diverse fasi della pandemia, così come sono state e sono vissute in Italia, attraverso il racconto inedito di fotografi freelance.

Il percorso si completa con la mostra “Racconti della pandemia”, curata da Enrico Stefanelli e Chiara Ruberti, che propone una selezione dei materiali del fondo Covid-19 dell’Archivio Fotografico Lucchese “A. Fazzi”, relativa all’emergenza sanitaria nel territorio lucchese, raccontata attraverso immagini e filmati di autori, non necessariamente professionisti, che vivono e lavorano a Lucca e provincia.

In più ieri sono state ufficializzate anche le date della biennale internazionale, che si terrà sempre a Lucca dal 28 maggio al 19 giugno 2022. Il tema sarà quello dell’amore in tutte le sue sfaccettature. «Eros – commenta il direttore artistico, Enrico Stefanelli – è nella cultura greca il “desiderio”, ciò che fa muovere verso qualcosa, il principio divino che spinge verso la bellezza. Molte altre sono però le declinazione del sentimento amoroso: la fotografia può aiutarci a ricostruire il sottotesto della narrazione convenzionale e domestica dell’amore. Può esplorarne quegli aspetti che il linguaggio verbale, per pudore o per inadeguatezza, non riesce a delineare. Può svelare livelli di lettura ulteriori, aprire scenari inediti. Disegnare una nuova geografia emotiva delle relazioni, dei sentimenti, dei desideri. Poter parlare di amore in un periodo così difficile rappresenta, insieme alla possibilità stessa di organizzare il festival, una netta vittoria. Gli sforzi compiuti in questi mesi per riorganizzare il festival sono stati enormi e, ci auguriamo, saranno ripagati dalla soddisfazione di poter tornare ad ammirare le nostre mostre nei prossimi appuntamenti».

Un anno di grandi lavori, dunque, nonostante le difficoltà e gli inevitabili ostacoli. Le mostre a Villa Bottini (via Elisa, 9 Lucca) resteranno aperte dal 28 maggio al 29 agosto, dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 19. –

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